Milan da incubo

Inguardabile, impotente, svogliato, molle, triste, un Milan dalla pochezza disarmante. Ed è inutile che ci si nasconda dietro a un dito: quello di Galliani che parla di infortuni, di pali e traverse e di una qualificazione già ottenuta. Ancelotti alla vigilia aveva tuonato come il Milan avrebbe manifestato tutta la sua professionalità a dispetto delle

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Inguardabile, impotente, svogliato, molle, triste, un Milan dalla pochezza disarmante.
Ed è inutile che ci si nasconda dietro a un dito: quello di Galliani che parla di infortuni, di pali e traverse e di una qualificazione già ottenuta.
Ancelotti alla vigilia aveva tuonato come il Milan avrebbe manifestato tutta la sua professionalità a dispetto delle malelingue che si erano scatenate dopo Calciopoli.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Una squadra che in Italia giocherebbe per salvarsi, è scesa a S.Siro ad imporsi con il gioco, le occasioni e i goal.
Chissà cosa ne pensano della professionalità rossonera, quelli dell’Aek Atene.

Disarmante la prestazione del Milan, incapace di creare una palla goal che fosse una, fatta eccezione per la traversa di Inzaghi sugli sviluppi di un calcio piazzato.
Sicuramente i francesi avevano più voglia, più stimoli, ma il Milan vero, quello ammirato in tutta Europa negli anni scorsi, davanti al proprio pubblico avrebbe comunque polverizzato avversari così modesti.
E invece 0-2 casalingo, un goal per tempo, una traversa subita e 2/3 interventi importanti di Kalac. Cappotto.
E ora i sorteggi. Galliani si auspica di non incontrare il Barcellona. Come se contro il Real Madrid invece fosse facile.
E le modeste Porto, PSV e Celtic?
Probabilmente sono superiori al Lille, contro il quale il Milan non è riuscito a metterla dentro nemmeno una volta in 180 minuti.
I tempi già grigi di questa stagione nefasta, sembrano scurirsi sempre più.
Forse era meglio non partecipare a questa competizione con l’illusione utopistica di avere le carte in regola per vincerla.
Forse era meglio giocare l’UEFA o non esserci affatto in Europa e lavorare su una rifondazione o sulla valorizzazione dei giovani.
Altro che anno di transizione, speriamo non si affondi…
Foto | Uefa