Sheva? Io sto con Mourinho!

Se un giorno dovesse venire ad allenare in Italia non mancherebbero davvero gli spunti di discussione. Uomo dalla bravura e dall’ ego ugualmente smisurati, Josè Mourinho è l’ allenatore più vincente degli ultimi 5 anni nel mondo. Prima col Porto e poi con il Chelsea ha vinto praticamente tutto quel che poteva vincere: scudetti in

Se un giorno dovesse venire ad allenare in Italia non mancherebbero davvero gli spunti di discussione. Uomo dalla bravura e dall’ ego ugualmente smisurati, Josè Mourinho è l’ allenatore più vincente degli ultimi 5 anni nel mondo. Prima col Porto e poi con il Chelsea ha vinto praticamente tutto quel che poteva vincere: scudetti in Portogallo e Inghilterra, Coppa Uefa, Coppa d’ Inghilterra e soprattutto la Champions alla guida del Porto.
Poco meno di un miracolo, sicuramente una grande impresa sportiva. Non è solo il più bravo e il più pagato, ma è anche tra i più sfrontati e schietti personaggi che ci sono nel calcio, mondo tradizionalmente di ipocriti per convenienza.
Così passa appena un giorno dall’ intervista rilasciata ad un giornale russo da Shevchenko sulle sue difficoltà di inserimento negli schemi del tecnico ( seguita dalla consueta smentita ufficiale sul sito della società per i soliti errori di traduzione.. )che Mourinho rimanda al mittente le bordate ricevute e lo fa come suo solito senza peli sulla lingua. “Nel mio Chelsea, per quel che hanno dimostrato in campo, ci sono nove intoccabili e tra questi Sheva non c’è.
Non c’è altra spiegazione se non il suo rendimento in campo, il modo in cui gioca. Se Abramovich dovesse obbligarmi a schierare l’ucraino vorrebbe dire che non ha fiducia in me e se questo dovesse accadere dico che ha abbastanza soldi da potermi licenziare e mettere qualcun altro al mio posto” . Mica male eh? Solitamente sono tra quelli che se fossi il presidente e dovessi scegliere tra un tecnico e un giocatore sceglierei nove volte su dieci colui che mi fa la differenza in campo. Questa è l’ eccezione che conferma la regola: sceglierei Mourinho.
Primo: è un vincente e , risultati alla mano, ha qualcosa in più di quasi tutti i suoi colleghi.
Secondo: l’ ucraino non ha ancora dimostrato nulla in Inghilterra e, particolare non secondario, ha già 30 anni. Con i soldi di Abramovich si può arrivare a qualsiasi fuoriclasse, anche più giovane e più adatto al calcio inglese.
Terzo: non deve passare il principio che un calciatore gioca perchè lo vuole il presidente; un allenatore che si comporta così non farà mai tanta strada. I Capello, i Lippi e addirittura Mancini seguono questo convincimento: autonomia nella scelta e dentro chi sta meglio.
Vi ho convinti vero?