È morto Sergio Buso: il calcio piange un grande uomo

Alla vigilia di Natale si è spento Sergio Buso: l’ex portiere del Bologna aveva 61 anni ed era malato di leucemia; nella sua carriera si segnalano le esperienze quale allenatore di Bologna, Taranto e Fiorentina, oltre ad aver fatto il vice di Donadoni in Nazionale.


Anche chi era nato negli anni ’80 aveva imparato a conoscere Sergio Buso, un padovano del 1950 che da giovane faceva il portiere di calcio; aveva girato la penisola coi guantoni sempre nel borsone, anche se alla fine si era affezionato a Bologna (dove vinse anche una Coppa Italia e alla cui società rimarrà per sempre legato) e a Taranto, dove trovò moglie e dove alla vigilia di Natale si è spento per una grave forma di leucemia che non gli ha dato scampo (proprio nella città jonica domani, nel giorno di Santo Stefano, si terranno i suoi funerali). Nel 1988, all’età di 38 anni decise di smettere col calcio giocato, ma non smise mai la valigia che lo portò ad allenare (quando da vice o da preparatore dei portieri, quando da allenatore delle giovanili) in lungo e in largo, fino al 1999, l’anno in cui per la prima volta fece la prima donna, un ruolo che poco si addiceva a un uomo tanto silenzioso quanto spaventosamente esperto di calcio.

Fu proprio il Bologna a chiamarlo, dopo aver affiancato per qualche stagione Renzo Ulivieri alla guida dei felsinei; sostituì l’esonerato Mazzone e traghettò gli emiliani fino all’arrivo di Guidolin. Vinse un campionato di C2 con l’altro suo amore, il Taranto, quindi si unì prima a Prandelli a Venezia, quindi a Colomba a Napoli (che tra l’altro allenò per un breve periodo) che seguì anche a Reggio Calabria. Preparò i portieri a Firenze e quando, in A, Mondonico fu sollevato dall’incarico i Della Valle affidarono a lui i viola, salvo poi affidare la squadra a Zoff. Infine il sodalizio con Donadoni, a cui ha fatto il vice anche negli Europei austro-elvetici con l’Italia e a Napoli. Esperto, lavoratore, silenzioso, Sergio Buso si faceva amare e soprattutto amava il suo lavoro: malato e provato l’estate scorsa era lì, a Cagliari, ad aiutare l’amico Donadoni. Il calcio piange un gran signore, calcioblog si unisce al dolore della famiglia.