La Spagna dice no a Gibilterra nell’UEFA

La vicenda sta diventando una vera e propria battaglia diplomatica tra il governo Zapatero e il piccolo promontorio situato dove una volta vi erano le colonne d’Ercole. Lo stato di Gibilterra divenne “inglese” nel 1713 grazie al trattato di Utrecht successivo alla guerra di secessione spagnola: con quell’accordo la Spagna cedeva alla Gran Bretagna “la

La vicenda sta diventando una vera e propria battaglia diplomatica tra il governo Zapatero e il piccolo promontorio situato dove una volta vi erano le colonne d’Ercole.
Lo stato di Gibilterra divenne “inglese” nel 1713 grazie al trattato di Utrecht successivo alla guerra di secessione spagnola: con quell’accordo la Spagna cedeva alla Gran Bretagna “la piena e intera proprietà della città e del castello di Gibilterra, unitamente al porto, alle mura, e ai forti circostanti… per sempre, senza eccezioni o impedimenti di sorta”. Da allora quel lembo di terra a confine con l’Andalusia riconosce la regina inglese come propria sovrana.

Trecento anni dopo si torna a combattere ma questa volta non c’entrano le guerre bensì il calcio. Da molti anni la federazione locale prova ad ottenere l’affiliazione alla UEFA che però le è sempre stata rifiutata.
Lo scenario è cambiato nello scorso Luglio quando una sentenza inappellabile del TAS di Losanna ha decretato per la federazione europea l’obbligo di annettere questo stato nella sua organizzazione.

Sarebbe tutto semplice, nuovi paesi si affiliano continuamente, l’ultimo dei quali è stato Montenegro dopo la separazione dalla Serbia, ma in questo caso la Spagna ha deciso di porre il suo veto.
Nel congresso che si è tenuto in Ottobre a Lubiana la UEFA ha deciso di prendere tempo fino all’incontro successivo che si è tenuto il 7 e 8 Dicembre. In quest’ultimo vertice, tenendo anche conto della sentenza di Losanna, si è deciso di accettare come membro provvisorio il piccolo stato, la decisione definitiva sarà presa a Dusseldorf a fine Gennaio.

Questo ha scatenato la definitiva protesta della federazione spagnola che ha addirittura minacciato di ritirare le proprie squadre di club e le proprie nazionali dalle competizioni continentali. Questa presa di posizione si spiega con la paura del governo Zapatero che l’esempio di Gibilterra possa fungere da stimolo per tutte quelle realtà presenti nella penisola iberica, Catalogna in primo luogo.
Giusto per far capire che aria tira da quelle parti diciamo che proprio in questi giorni la federazione di pattinaggio catalana ha ottenuto un’importante vittoria: dopo vari rifiuti ricevuti dalla federazione internazionale è stata ammessa da quella sudamericana come entità aderente anche se senza diritto di voto.

Insomma i timori spagnoli sono più che fondati ma purtroppo pare che non bastino visto che Gibilterra tecnicamente ha lo stesso diritto della Scozia, ad esempio, di prendere parte alle competizioni europee autonomamente.
Dobbiamo prepararci ad una Champions League senza Real Madrid e Barcellona? Oppure alla fine tutto si risolverà pacificamente? Anche questo è calcio, non serve necessariamente un prato con due porte, l’importanza delle aule di tribunale la conosciamo fin troppo bene noi italiani.

I Video di Calcioblog

Video, Olbia-Monza, Berlusconi ai tifosi: “Scusate, vi devo salutare perché devo andare a [email protected]