Il Milan ferma il Toro

E’ andato più vicino il Milan ad essere incornato che il Toro ad essere “matato”. Il torero infatti, è sceso nell’arena senza spade e quando gliene è stata regalata una, leggi rigore di Gilardino al minuto 78, ha pensato bene di affilarla sul palo invece che infilzarvi la bestia. Il Toro invece, paziente come non

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E’ andato più vicino il Milan ad essere incornato che il Toro ad essere “matato”.
Il torero infatti, è sceso nell’arena senza spade e quando gliene è stata regalata una, leggi rigore di Gilardino al minuto 78, ha pensato bene di affilarla sul palo invece che infilzarvi la bestia.
Il Toro invece, paziente come non mai, ha rinunciato per tutta la prima parte di gara al suo temperamento focoso, irruente, facendo girare a vuoto il torero fino a fiaccarlo.
La logica avrebbe voluto che fosse tutto esattamente al contrario.
Ma in questo campionato anomalo, il Milan proprio non riesce a rispecchiarsi.

I granata raggiungono l’obiettivo che si erano prefissati, tappare tutte le bocche di fuoco avversarie, cercando di limitare i danni e poi, se possibile, pungere in contropiede.
Non è la tipica organizzazione di gioco di Zaccheroni, ma c’è l’aria dell’impresa per un Torino reduce da tre vittorie consecutive.
Anomalo anche il 4-3-3 varato da Ancelotti, voluto non tanto per avere più soluzioni offensive, quanto per ovviare a una miriade di assenze pesanti che hanno costretto il tecnico di Reggiolo a convocare anche cinque primavera.
Il piano torinese è perfetto: il Milan nel primo tempo esercita una supremazia territoriale netta quanto sterile che porta a qualche conclusione da fuori e a una bella girata di Borriello.
Zac capisce che si può anche vincere, perchè questo Milan è davvero poca cosa e il Toro rientra in campo nella ripresa con tutt’altro piglio mettendo a ferro e fuoco la vetusta difesa rossonera, in particolare con Rosina, giovane talentuosissimo che, in un’occasione viene fermato alla disperata da un grandissimo Paolo Maldini.
Già detto del rigore, quantomeno dubbio, che Gilardino ha utilizzato per gonfiare le statistiche sui legni del Milan, che ora sono 15, per il resto solo Torino che, proprio al 90esimo colpisce traversa e palo nel giro di cinque secondi con Muzzi, gelando S. Siro.
Unica traccia del Milan nella ripresa, rigore a parte, un colpo di testa di R. Oliveira, ben parato dal fischiatissimo ex Abbiati.
La delusione per i sostenitori del Diavolo è tanta, ma la sensazione è che poteva andare anche peggio.
E sabato c’è la Fiorentina. La zona retrocessione è dietro l’angolo.