La verità di Amauri su Genoa, Fiorentina e l’amore-odio con la Juve

Amauri scalpita per tornare a calcare i campi da calcio nel 2012 dopo aver passato gli ultimi mesi da separato in casa con la Juve: intervistato da tuttomercatoweb l’italo-brasiliano risponde a tutto campo tra passato, presente e futuro


Sta vivendo ore di attesa, frenetica attesa per capire dove vivrà e lavorerà dal gennaio prossimo Amauri, attaccante italo-brasiliano che da mesi vive da separato in casa con la Juve e che con l’imminente finestra di mercato invernale potrà di nuovo indossare scarpini e divisa da gioco: tante voci su uno dei giocatori più discussi in casa juventina negli ultimi tre anni e mezzo in cui ha vissuto momenti da assoluto protagonista. Dall’ottima prima stagione targata Ranieri, al flop insieme a tutta la squadra con Ferrara prima e Zaccheroni poi; l’anno scorso infortuni e prove opache fino a Natale in bianconero, infine ottima seconda metà di stagione a Parma. In estate non ha gradito talune destinazioni fino alla condizione che lo ha accompagnato negli ultimi mesi: ad allenarsi a parte, aspettando gennaio, guadagnando come pochi in Serie A.

Intervistato da Alessio Alaimo di tuttomercatoweb, a leggere le risposte che Amauri ha dato sembra proprio che il centravanti sia carico e pronto per una nuova avventura. A Firenze magari: “Ho letto i giornali, ho visto. È una grande piazza, una bella squadra. La Fiorentina è un grandissima realtà, negli anni ha dimostrato di essere una piazza molto passionale e l’interesse mi lusinga tantissimo. Quando si parla di queste squadre, qualsiasi giocatore, anche il sottoscritto, ne è felice“, stando attento però a non propinare l’ennesimo rifiuto. Si dice infatti che oltre ad aver rifiuto il Marsiglia di Deschamps in estate, proprio nei giorni scorsi ha risposto picche alla corte del Genoa di Preziosi; a tal proposito Amauri ci tiene a precisare:

“Non ho mai rifiutato il Genoa. Ho avuto un contatto con il club rossoblù, che però probabilmente ha giocato su due tavoli. Li ho sentiti prima di Natale attraverso il mio procuratore e ci eravamo lasciati dicendoci che ci saremmo sentiti dopo. Non se n’è fatto nulla. Ma ormai è un’abitudine scrivere che rifiuto le squadre. L’unica squadra che ho rifiutato è il Marsiglia, perché non voleva farmi gli anni di contratto che volevo”.

A leggere i quotidiani sportivi di questi giorni pare che ci sia la fila per lui, con estimatori convinti soprattutto in Inghilterra (Tottenham in pole position, a ruota Queen’s Park Rangers e Fulham, tutti club londinesi). E poi c’è la Juve, da cui sta definitivamente andando via. E se ce ne sarebbe da dire, anche se Amauri sceglie un profilo basso senza lesinare frecciatine comprensibili:

“La storia con la Juventus è finita a gennaio dello scorso anno. Se fosse stato per me non sarebbe finita così. L’anno scorso la squadra andava male, ora bene. Il calcio è strano. Non sono riuscito a capire il perché di questo accanimento nei miei confronti. Non voglio neanche capirlo. Ormai la storia è finita. Voglio solo trovare una squadra per recuperare i cinque mesi che ho perso qui con la Juventus. Io e Diego additati più degli altri? Non lo so. Siamo dei giocatori importanti. In quella rosa lì però non c’erano solo Amauri e Diego. Oggi come oggi corrono tutti e fanno bene tutti. In quella squadra lì non tutti giocavano bene. Se non mi arriva la palla non posso fare gol. Evidentemente non mi sono arrivati tanti palloni. Sono convinto che se mi avessero dato l’opportunità sicuramente avrei fatto bene. In quattro mesi sono riuscito a far bene a Parma, a giocare con continuità. Qualcosa ho dimostrato. Poi però, giustamente, la società fa le sue valutazioni”.

Niente di personale però con i tifosi della Vecchia Signora, in questi mesi non proprio morbidi nei suoi confronti:

“Siamo dei calciatori, personaggi pubblici. Siamo degli elementi che devono essere giudicati. Nella vita è così. Non ho rabbia nei confronti dei tifosi della Juventus. Sono sicuro che se la società mi avesse dato l’opportunità avrei ricucito anche con chi pensa male di me. A far cambiare idea è solo il campo. Quando sono andato a Parma qualcuno aveva dei dubbi. E invece sono riuscito a far bene e dimostrare che ci sono ancora. Poi volevo tornare alla Juventus per dimostrare che avrei potuto fare bene. Ma la società ha preso una decisione per me non giusta. Ma ormai è finita…”.

Dove giocherà dunque Amauri nel 2012?