Nuove tensione tra Ferguson e Rooney: i retroscena dietro l’esclusione dell’attaccante contro il Blackburn

Deitro la tribuna di Rooney contro il Blackburn ci sarebbe una cena che il giocatore avrebbe organizzato con i compagni Evans e Gibson la sera di Santo Stefano: Ferguson aveva vietato ogni tipo di svago nel periodo tra Natale e Capodanno e ha punito i tre con una gara di stop.


L’ultimo turno di Premier League si è rivelato letteralmente catastrofico per le due di Manchester, due sconfitte inattese che rinviano ogni tentativo di fuga. A fare più rumore è stato di sicuro il tonfo del Manchester United che ha perso in casa contro il Blackburn, ancora a secco di vittorie lontano da Ewood Park e ultimo in classifica, proprio nel giorno dei 70 anni di Sir Alex Ferguson. Tra i protagonisti della disfatta non c’è Wayne Rooney: il giocatore simbolo dei Red Devils era in tribuna, ufficialmente a causa di alcuni allenamenti saltati in settimana per vari problemi fisici non meglio specificati.

Questa è almeno la spiegazione data dall’allenatore il giorno prima della partita in conferenza stampa. I giornali inglesi hanno però voluto vederci chiaro e hanno scoperto che dietro c’è qualcosa di più e chissà che l’addio di Wayne allo United non diventi un tormentone di nuovo. Dietro l’esclusione di Rooney c’è infatti una sanzione disciplinare che ha colpito lui e i compagni Jonny Evans e Darron Gibson, i tre sono colpevoli di aver organizzato una cena nel centro di Manchester la sera del 26 dicembre. Non c’è stata nessuna esagerazione, i tre non hanno abusato di cibo o alcool e si sono presentati regolarmente all’allenamento il mattino successivo.

Sir Alex Ferguson aveva però vietato qualsiasi tipo di uscita serale nei cinque giorni compresi tra la partita contro il Wigan, vinta per 5-0, e quella contro il Blackburn. Per questo ha deciso di usare il pugno duro e sospendere i tre per una gara, inoltre tutti sono stati punti con una multa pari a una settimana di stipendio, nel caso di Rooney più di 200 mila sterline, e con una seduta di allenamento supplementare. Francamente pare che l’allenatore dello United abbia usato troppa severità contro i tre che in fondo avevano soltanto deciso di passare una serata in famiglia, comprensibile dal momento che in Premier League si gioca continuamente anche durante le vacanze natalizie.

E allora nasce il sospetto che dietro ci sia qualcosa di più, un risentimento dovuto a qualcos’altro. Alcuni quotidiani inglesi hanno raccontato di un’imitazione nata per gioco alla conclusione dell’allenamento di un paio di giorni prima che avrebbe fatto infuriare Ferguson. In pratica l’attaccante avrebbe imitato il suo ex compagno David Beckham quando si trovò a dover schivare negli spogliatoi una scarpata lanciata proprio dall’allenatore, tutto questo nel corso di un gioco a indovinelli. Il tecnico non avrebbe gradito l’ironia e avrebbe promesso a Rooney di fargliela pagare, l’occasione per dare seguito alla minaccia è arrivata con la cena di Santo Stefano.

La lite tra Ferguson e Beckham convinse lo Spice Boy a lasciare l’Old Trafford per trasferirsi a Madrid, chissà che adesso lo stesso non succederà a Rooney che già l’anno scorso aveva mostrato l’intenzione di cambiare aria, paventando addirittura il clamoroso trasferimento ai rivali del City. Fonti interne al Manchester United assicurano che non è accaduto nulla di grave tra allenatore e giocatore e che la vicenda non avrà ulteriori strascichi, anche se alcuni giornali tra cui il Mail on Sunday raccontano di un Rooney non proprio tranquillo per quanto accaduto. Di sicuro se con questa punizione esemplare Ferguson voleva dimostrate che il club viene prima dei singoli dovrà ricredersi: questo United ha troppo bisogno del suo numero 10.

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