Marco Borriello si presenta, le prime parole del nuovo acquisto della Juventus

L’ex attaccante di Roma e Milan è stato presentato oggi in conferenza stampa, si è tornato a parlare dell’ormai famoso striscione di Lecce, ma anche del futuro che Borriello immagina in bianconero.


A Vinovo è stato il giorno di Marco Borriello, il centravanti ex Roma è stato presentato ai tifosi e alla stampa con una conferenza stampa. Inevitabile che le prime domande che gli sono state rivolte hanno riguardato lo striscione esposto da alcuni tifosi a Lecce, striscione con il quale una parte della tifoseria ha criticato l’operazione di mercato rinfacciando al giocatore il fatto di aver preferito un anno fa i giallorossi alla Juventus. In questi giorni erano arrivati i chiarimenti da parte di Antonio Conte, che aveva parlato subito dopo la partita del Via del Mare, e di Giuseppe Marotta. Oggi anche il diretto interessato ha dato la sua versione dei fatti, negando con fermezza di aver mai snobbato il club torinese:

“Non posso negare che sono dispiaciuto per lo striscione di contestazione. Io ho grande rispetto per i tifosi della Juventus, devo dire che nella mia vita mi sono sempre comportato onestamente ed in modo dignitoso, sia nel campo professionale che nella vita privata. Lo striscione è dettato dalla cattiva informazione di questo anno e mezzo, non ho mai rifiutato la Juventus. Non voglio entrare in polemica, i tifosi sono amareggiati ma questa è la verità”.

Il bomber napoletano in seguito è entrato più sullo specifico raccontando nei dettagli le fasi che nell’estate 2010 lo portarono al divorzio dal Milan e al trasferimento in giallorosso. Dalle sue parole si evince che la decisione fu presa in Via Turati, i rossoneri spinti dall’esigenza di una cessione a titolo definitivo, soluzione preferita al prestito proposto dalla Juventus, alla fine scelsero di spedire il giocatore nella capitale:

“Fino al 29 agosto ero il titolare, il 30 agosto il Milan prese Ibrahimovic. La Roma si fece subito viva, il Milan voleva vendermi a titolo definitivo per prendere più soldi. La Juventus non poteva ed io andai alla Roma, mi fecero un contratto di cinque anni per un progetto a lungo termine, anche se le cose poi sono cambiate. Non mi sono mai vantato in giro di aver rifiutato la Juve, la società lo può dire e confermare; è stato un errore di cattiva informazione. Garantisco una cosa, sul presente: lotterò e suderò come un leone per la Juventus”.


Messo da parte il passato, Borriello volge il suo sguardo ai prossimi mesi per i quali promette il massimo impegno. Il suo obbiettivo è quello di convincere la dirigenza bianconera a esercitare il proprio diritto di riscatto e restare a lungo a Torino. Il piccolo acciacco muscolare che lo ha tenuto fermo nelle ultime settimane è ormai quasi alle spalle e l’attaccante non vede l’ora di rimettersi al lavoro per conquistare una maglia da titolare alla Juve e una convocazione per i prossimi Europei:

“Ho voglia di rivalsa, di mettermi in mostra. Ho cinque mesi per convincere la società a riscattarmi ed ai tifosi di acclamarmi. Ci sono tutte le premesse per fare bene. Fisicamente ho avuto un problemino il 20 dicembre, ma tra oggi e domattina mi aggrego alla squadra, sto bene. C’è tanta concorrenza, l’importante è che i giocatori facciano il bene della Juventus. Qui nessuno mi ha promesso niente, dovrò conquistarmi tutto, e comunque non voglio essere un problema ma solo un’arma in più. Ho guardato al progetto, a questa grande opportunità, non voglio fare la prima donna altrimenti sarei andato in un club dal blasone minore. Poi le decisioni spetteranno al mister, per quello che vedrà negli allenamenti. Spero di inserirmi nella mentalità della squadra, poi vedremo anche per la Nazionale: ci spero, sicuramente”.

L’ex romanista ci tiene però a sottolineare quanto di buono fatto nella sua carriera, spesso infatti gli viene rinfacciato di non essere mai veramente esploso. Borriello snocciola i numeri della sua carriera e pone l’accento anche sulla sfortuna che troppo spesso lo ha limitato fortemente:

“Posso dare molto di più, sono stato sfortunato. A Genova ho iniziato a giocare a calcio seriamente, poi al Milan sono stato fermo 10 mesi. Poi con Leonardo ho fatto 15 reti in 8 mesi e nel momento in cui mi stavo confermando mi hanno messo davanti il centravanti più forte del mondo, Ibrahimovic. Così ho scelto la Roma, una scelta azzeccata: ho fatto 17 reti in totale durante l’anno, poi la società e l’allenatore che mi avevano voluto non c’erano più. È arrivata una nuova dirigenza, un nuovo allenatore e non sono rientrato più nei programmi e non ho più giocato per questioni progettuali”.

Borriello saluta la Roma senza rancore, spende parole di stima per quello che è ormai il suo ex allenatore, un tecnico “con una bellissima idea di gioco”, e abbraccia virtualmente tutti i vecchi compagni che in questi giorni non gli hanno fatto mancare dimostrazioni di affetto. Ma ora è tempo di iniziare una nuova avventura in bianconero, vestirà il numero 23 scelto, come ha spiegato, perché “la mia nipotina ha pescato il 23, il mio barista ed il mio fisioterapista pure”, e pensa già alla prossima stagione quando vorrebbe tornare ad avere sulle spalle il suo 22, scambiandolo con Vidal che ha come numero preferito proprio quello scelto da Borriello.

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