Increíble final!

E’ successo l’impensabile. Il Boca Juniors è crollato sul traguardo, l’Estudiantes lo ha raggiunto all’ultima giornata e l’Apertura 2006 di Argentina si è decisa in un fantascientifico spareggio. Il Boca ha pagato il suo atteggiamento sbagliato, sin dall’inizio, con le scelte dell’allenatore La Volpe, che ha preferito Calvo, un difensore, a Schelotto, un attaccante. Al

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E’ successo l’impensabile.
Il Boca Juniors è crollato sul traguardo, l’Estudiantes lo ha raggiunto all’ultima giornata e l’Apertura 2006 di Argentina si è decisa in un fantascientifico spareggio.
Il Boca ha pagato il suo atteggiamento sbagliato, sin dall’inizio, con le scelte dell’allenatore La Volpe, che ha preferito Calvo, un difensore, a Schelotto, un attaccante.
Al Boca bastava il pareggio, un risultato che gli avversari del Lanus avrebbe gradito per chiudere un ottimo Apertura e affacciarsi al 2007 con speranze di qualificazione alla Libertadores.
E invece, mentre l’Estudiantes batteva 2-0 l’Arsenal, il Boca crollava in casa 1-2, dopo essere andati in vantaggio per primi.
I gialloblu sono riusciti nella folle impresa di farsi recuperare quattro punti nelle ultime due partite di campionato, arrivando a giocarsi il titolo in un cardiopatico spareggio.
Un po’ come se l’Inter dilapidasse l’enorme vantaggio acquisito, per intenderci.
E nella partita decisiva, quella dove sei costretto a dare anche più di quello che puoi offrire, si sono visti sconfitti da un avversario che ha saputo gestirsi meglio.

E dire che le cose si erano messe bene per l’ex squadra di Maradona. Allo stadio Fotìn, quello del Velez Sarsfield, è il Boca a passare in vantaggio dopo soli 4 minuti di gioco, grazie al solito sinistro di Martin Palermo, quello che, ricercato dalle maggiorni squadre di mezzo mondo, fu scaricato dopo aver sbagliato tre rigori nella stessa partita.
Strada in discesa per il Boca, molto più avvezzo a gestire partite di tale portanza rispetto agli avversari, ma è proprio qui però che si verifica il paradosso. La circostanza che fa innamorare del gioco del calcio. Un gioco fatto di individualità e gesti tecnici ma dove, a volte, la testa conta più delle gambe.
L’Estudiantes di Diego Simeone, torna in campo nella ripresa trasformato e minuto dopo minuto, comincia a credere nell’impresa, ringalluzito dai numerosi errori degli avversari, che avrebbero più volte potuto sferrare il colpo del ko.
I biancorossi, trascinati da Juan Sebastian Veron, trovano il pareggio intorno al 60esimo quando, per un fallo di Diaz su Pavone al limite dell’area gialloblu, l’Estudiantes usufruisce di un calcio di punizione dalla mattonella preferita di Sosa.
L’esterno di centrocampo infila la palla esattamente nel sette della porta difesa da Bobadilla e riporta il match in parità.
All’81esimo l’apoteosi: Pavone, sugli sviluppi di un lancio dalle retrovie, mette il corpo tra il pallone e Gago, aggira il prossimo difensore del Real Madrid, supera col sombrero Bobadilla e di testa manda in estasi i migliaia di tifosi dell’Estudiantes sugli spalti.
2-1 e il Boca non c’è più. E’ festa grande per Simeone e Veron e per una tifoseria che ha visto la propria squadra vincere 12 delle ultime 13 partite, operando una rimonta indimenticabile culminante in un estasiante pareggio.
Chissà se vivremo mai un momento simile in Italia.

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