Crisi Fiorentina, i tifosi protestano e Delio Rossi ammette: “Ora lacrime e sangue”

La Fiorentina perde in casa contro il Lecce e fa infuriare i suoi tifosi che protestano, senza atti di violenza, fuori al Franchi: Della Valle chiede ancora un mese, ma Delio Rossi ammette che sarà una stagione “lacrime e sangue”.


Dopo lo 0-3 sul sintetico di Novara sembrava che spirasse vento nuovo sulla Fiorentina, la squadra forse più enigmatica tra le venti di Serie A: senza un attaccante, con un progetto che si stenta a riconoscere, abulica e con poche idee, i viola neanche col cambio di allenatore hanno cambiato marcia. In tre giorni capitombolo a Roma in Coppa Italia a 0-1 interno, pesantissimo, contro la cenerentola Lecce; ora la classifica recita causticamente: 21 punti a 6 dalla terz’ultima, l’esempio della Sampdoria di l’anno scorso non può e non deve non insegnare qualcosa alla dirigenza gigliata. E questo i tifosi lo sanno. Circa 500 di loro dopo la sconfitta di ieri contro i salentini, hanno contestato pesantemente la squadra fuori allo stadio Franchi, fortunatamente senza atti di violenza.

Andrea Della Valle, presidente onorario della squadra, ha lasciato l’impianto cittadino alle 19. E’ difficile capire quanto e in che modo gli imprenditori marchigiani tengano, ad oggi, alla squadra che hanno portato a un passo dalla finale di Coppa Uefa così come agli ottavi di Champions League (non superati per evidenti errori arbitrali). Se la viola vuole risalire la china deve operare sul mercato, e in fretta, innanzitutto comprando un centravanti (Amauri sarebbe ottimo), poi puntellando con un paio di pedine di valore il centrocampo e la difesa. Proprio Della Valle ha rilasciato poche stringate dichiarazioni:

“Mi auguro questa partita sia un incidente di percorso, i tifosi hanno diritto di dire quello che pensano, dobbiamo rimboccarci le maniche per uscire tutti da questa situazione. Ora confrontiamoci, tra un mese poi ne riparliamo. Chi non crede nel progetto se ne deve andare. Behrami resta? Chi ha mai pensato di darlo via?”.

Abbacchiato ma non vinto il tecnico Delio Rossi che fino ad ora non ha di certo fatto meglio del suo predecessore Sinisa Mihajlovic:

“Non abbiamo fatto bene. Mi dispiace perché con un risultato diverso potevamo garantirci una stagione diversa. Invece sarà un campionato lacrime e sangue. Chiedo scusa alla gente di Firenze, si poteva e doveva fare meglio. Non c’entra niente il mercato con questa partita. Sono convinto che qualcuno arriverà, ma non saranno i salvatori della patria. Il gruppo è questo. Dobbiamo rimboccarci le maniche e giocare in altro modo”.

Ora un trittico di partite alla portata: trasferta a Cagliari, derby casalingo contro il Siena e ancora derby degli Appennini a Bologna. Anche se per vincere queste sfide occorra che Pantaleo Corvino metta a segno altri e forse più importanti gol: piazzare i colpi di mercato giusti per aiutare un gruppo che pare non averne più.