Bojinov tornerà a Firenze?

Valeri Bojinov si giocava una fetta importante del suo futuro e, perché no, della sua carriera: con gli infortuni accorsi a Trezeguet, Del Piero e, per qualche giorno, a Zalayeta, l’enfant prodige bulgaro aveva quasi l’obbligo di dimostrare a Deschamps in primis che era da Juventus. Nello scorcio di stagione da lui disputato però il

Valeri Bojinov si giocava una fetta importante del suo futuro e, perché no, della sua carriera: con gli infortuni accorsi a Trezeguet, Del Piero e, per qualche giorno, a Zalayeta, l’enfant prodige bulgaro aveva quasi l’obbligo di dimostrare a Deschamps in primis che era da Juventus. Nello scorcio di stagione da lui disputato però il ventenne attaccante ha collezionato due gol, una doppietta contro il Lecce, e a quanto pare non sono bastati all’allenatore juventino per riconfermarlo questa sera nell’anticipo dell’Olimpico contro il Cesena; i ben informati vociferano che nell’ambiente bianconero non ci sia la volontà di spendere i 6 milioni necessari per riscattarlo a fine stagione.

“E’ giovane e ha grandi qualità, ma forse riesce a sfruttarle meglio in altre squadre” ha sentenziato il tecnico di Beyonne che non ha bocciato il suo giocatore, ma quanto meno lo ha rimandato. In 12 partite collezionate con i torinesi Bojinov ha siglato 6 gol, e in più vorrei annoverare la rete annullatagli ingiustamente contro il Frosinone: la media è di 0,5 gol a partita con 2 centri in Coppa Italia (nella facile vittoria contro il Martina e nel più sudato successo al Manuzzi di Cesena) e 4 in campionato (2 a Crotone e 2 a Lecce, 3 di questi 4 decisivi).

I numeri non sono poi così malvagi e l’impressione è che forse si sia chiesto troppo a un giocatore in fondo ancora un po’ acerbo e, indubbiamente, figlio della sua giovane età. Il futuro della Juventus, s’è ripetuto da più parti, passa e passerà dalla linea verde e liberarsi troppo in fretta di un ragazzo nato nel 1986 potrà sembrare un azzardo; in più Valeri ha sempre dimostrato un ineccepibile attaccamento per la casacca bianconera, tagliando in modo anche brusco i ponti con quella che di fatto rimane la sua società, e cioè la Fiorentina. La sfrontatezza e il coraggio, dunque, non mancano a questo guascone dall’accento dannatamente salentino e se per caso difetta in esperienza, beh, quella è una cosa che si acquisisce con gli anni.

Privarsi senza appello di un giocatore che al primo anno di Juve e partendo inesorabilmente dalla panchina ha già siglato 6 gol può essere una scelta poco previdente e figlia della fretta di ritornare subito ad alti livelli; in più appare lapalissiano come nel campionato di Serie B, campionato probabilmente che si vincerà a mani basse, ci si può pure concedere il lusso di far crescere senza patemi un piccolo fuoriclasse. Sta imparando a calciare le punizioni con Del Piero come tutor, sta impegnandosi negli allenamenti e tra alti e bassi in campo da sempre il 100%: allora perché martoriarlo continuando ad esaminarlo manco fosse Maradona?

Certamente 12 miliardi delle vecchie lire sono un mucchio di soldi ma a mio avviso le qualità di Bojinov non si discutono e l’età, che è dalla sua parte, è sicuramente un punto a suo favore. Attenzione dunque Secco, Cobolli Gigli e Deschamps: potrete pentirvi amaramente di farvelo scappare senza dargli almeno un’altra chance. O, perché no, anche più di una.

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