Diamanti provoca Totti: “Facile essere bandiera con 10 milioni all’anno”

Il fantasista del Bologna riscalda l’atmosfera a due giorni dalla sfida con la Roma, Diamanti contesta l’appellativo di bandiera per Totti poiché non può definirsi tale un calciatore che guadagna uno stipendio milionario.


Alessandro Diamanti riscalda l’atmosfera alla vigilia della sfida contro la Roma, il fantasista del Bologna in un’intervista ha voluto dire la sua su Francesco Totti. In questi giorni il capitano romanista è stato esaltato per il record di gol segnati con la stessa maglia, cifre che hanno portato tutti a definirlo una bandiera del calcio, bandiere che in questo sport sono ormai sempre più rare. Anche in occasione della sfida con la Juventus la fedeltà del numero dieci ai colori giallorossi è stata messa in evidenza e accostata a quella di un altro grande del nostro calcio, quell’Alessandro Del Piero che ha speso una vita intera all’ombra della Mole.

A quanto pare però il toscano Diamanti, uno che peli sulla lingua non ne ha mai avuti, non è d’accordo e preferisce uscire dal coro sminuendo quanto fatto da Totti e da quelli che come lui hanno indossato sempre la stessa maglietta e servito sempre lo stesso club:

“Totti è un grande giocatore, un grande campione, non dico una bandiera perché le bandiere per me non esistono. Lui ha fatto una grande carriera, ma se gli chiedessero di giocare gratis allora sarebbe una bandiera, con dieci milioni di stipendio è facile: quando ci sono di mezzo i soldi le bandiere non esistono, le bandiere esistono nel volontariato”.

Un pensiero in parte condivisibile, il rossoblu ha fatto riferimento al romanista perché sarà il suo prossimo avversario, ma probabilmente avrebbe detto lo stesso di chiunque. A onor del vero c’è da dire che lo stipendio di Totti non è così alto, secondo l’ultima indagine condotta dalla Gazzetta dello Sport il Pupone guadagna infatti 5,2 milioni di euro all’anno, la metà rispetto a quelli tirati in ballo da Diamanti, non pochi sia chiaro, ma nemmeno tanti rispetto ai soldi che girano oggi nel mondo del calcio. Se il romanista avesse voluto in passato avrebbe potuto arrotondare il suo conto in banca andando ad accasarsi lontano da Roma, magari alle dipendenze di qualche ricco sceicco, ma non l’ha fatto.

Sicuramente più concilianti i toni di Diamanti quando gli viene chiesto un parere sul lavoro svolto da Luis Enrique in Italia fino a questo momento: “È venuto in Italia e ha fatto il calcio che gli piaceva, ha perso, ha vinto, ma ha mantenuto il suo ideale”. Intanto cresce la tensione in vista della partita di domenica, i giallorossi proveranno contro il Bologna a continuare la serie di risultati positivi inanellata in campionato e a dimenticare la brutta sconfitta di Torino, per contro i felsinei cercheranno di opporsi per conquistare punti preziosi in chiave salvezza.

Foto | © TMNews

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