Scontri allo stadio in Egitto, almeno 80 morti

Lo ha reso noto il ministero della Sanità egiziano. Le violenze hanno coinvolto sostenitori delle squadre dell’ Al-Masri e dell’Al-Ahly causando anche centinaia di feriti.

Tragedia di proporzioni gigantesche in Egitto dove almeno 80 persone sono morte durante gli scontri allo stadio di Porto Said, nel nord del paese. Gli incidenti sono scoppiati quando i tifosi dell’Al Masri hanno inseguito i giocatori dell’Al-Alhy per picchiarli. Le due tifoserie hanno una «lunga storia di ostilità alle spalle, sfociata spesso in scontri violenti fra opposte tifoserie», scrive il quotidiano “Egypt indipendent” online, secondo il quale anche in «tempi recenti i supporter dei due club si sono affrontati violentemente». Il medico della squadra Ahly, Ehab Ali, ha parlato di «una guerra pianificata». I decessi sono stati principalmente causati da traumi alla testa e soffocamento.

I giocatori inseguiti sono rientrati negli spogliatoi, ma anche lì la situazione non era tranquilla, perché una volta rientrati qualcuno ha testimoniato drammaticamente: “Lo spogliatoio si è trasformato in un obitorio“. The Egyptian Gazette online, invece, citando fonti di polizia anonime nell’obitorio dell’ospedale di Port Said, ha aggiunto che “molte delle vittime sono uomini delle forze dell’ordine“. La federazione calcistica egiziana ha sospeso a tempo indeterminato tutte le partite della Premier League, la Serie A egiziana, dopo i violenti scontri di Port Said. Lo dice la tv di stato.