Parma: futuro sempre più incerto

Giuseppe Cardone Continua nel segno dell’incertezza la stagione del Parma: mentre ancora si attende l’arrivo di Lorenzo Sanz con la valigetta colma dei 20 milioni di euro che dovrebbero assicurare un futuro alla società, il mercato invernale volge al termine ed emergono le prime crepe nel rapporto, fin qui idilliaco nonostante tutto, tra squadra e tifosi.

Dopo l’aperitivo di sabato scorso quando circa 300 tifosi sono saliti a Collecchio davanti alla sede della Parmalat per contestare il commissario Bondi e il presidente Angiolini, durante la gara casalinga di domenica da ampi settori della Curva Nord sono arrivati i primi fischi stagionali, mentre si era sul punteggio di 1-0 per il Chievo; fischi accompagnati dai soliti poco fantasiosi “Fuori le p…” e “Andate a lavorare”. Nonostante la sofferta vittoria finale, la squadra ha pensato di punire i propri tifosi evitando di andare a festeggiare la vittoria sotto la curva come d’abitudine.

Le polemiche sono proseguite in sala stampa quando Cardone ha rivendicato la legittimità del comportamento della squadra e ha rincarato la dose non negando la possibilità di un suo trasferimento alla Sampdoria, di cui si parla da qualche giorno. Subito tacciato di tradimento, il capitano crociato ha poi pensato di intervenire in prima persona nei forum di Boys e Settore Crociato per difendersi da quelli che lui ha ritenuto attacchi alla sua persona.

Al di là del trasferimento o meno di Cardone, al quale va sicuramente riconosciuta l’abnegazione e la dedizione alla causa, ma il cui valore tecnico non autorizza a stracciarsi le vesti in caso di una sua partenza, quello che preoccupa è il clima di smobilitazione che sembra essersi impossessato della squadra, in attesa di una svolta societaria che tarda ad arrivare.

In questo senso, annunciare ai quattro venti il passaggio di Marchionni all’odiatissima Juventus a fine stagione non è certo a servito a stemperare le tensioni; e un assaggio di quello che potrebbe diventare il girone di ritorno di Marchionni a Parma si è avuto proprio domenica nell’intervallo. Non è colpa di Marchionni se a Parma non c’è una società, non c’è un progetto, non ci sono soldi e soprattutto non ci sia stato nessuno che gli abbia offerto uno straccio di contratto quand’era il momento, ma il tifoso, si sa, ragione col cuore e alla prima prestazione sottotono saranno dolori.

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