Napoli, biglietti salati in Champions contro il Chelsea: i tifosi non ci stanno

Il Napoli ha messo in vendita i biglietti per la gara di Champions contro il Chelsea e i tifosi hanno scoperto che sono spropositatamente cari: per un tagliando nei distinti si devono sborsare cento euro, perciò molti napoletani hanno deciso di disertare lo stadio il prossimo 21 febbraio.


A partire da venerdì 3 febbraio sono stati messi in vendita i biglietti per assistere alla partita tra Napoli e Chelsea, andata degli ottavi di finale di Champions League che avrà luogo allo Stadio San Paolo martedì 21 febbraio alle 20.45; fino ad oggi, lunedì 6 febbraio, la prevendita è stata riservata agli abbonati, da domani invece sarà aperta a tutti. Questa la notizia, e non ci sarebbe niente da dire se non che i prezzi stabiliti dalla SSC Napoli hanno fatto strabuzzare e non poco gli occhi ai sempre appassionati tifosi partenopei: si parte dai 30 euro per una curva (senza riduzioni di sorta), per arrivare ai 250 della Tribuna d’Onore, con nel mezzo varie fasce di prezzo (80 euro la Tribuna Laterale 1° anello, 100 euro i Distinti, 120 e 180 euro rispettivamente la Tribuna Nisida e quella Posillipo).

Non ci vuole un occhio particolarmente avvezzo alle questioni economiche per notare come i tagliandi sono davvero cari, tanto che molti tifosi napoletani hanno iniziato a mugugnare, quindi tramite internet a organizzarsi per far sentire la propria voce, creando anche un gruppo Facebook ad hoc: “Napoli vs Chelsea: diserta lo stadio“. Radio Marte, la radio ufficiale del club campano, ha raccolto i mugugni del web e ha semplicemente invitato i tifosi più dispiaciuti a non acquistare il biglietto se fossero stati contrari ai prezzi alti. Non proprio un modo per avallare il dialogo, tanto che il popolo del web ha scritto una lettera aperta, inviata poi a vari organi di stampa, per esporre il motivo della loro protesta. Qui potete leggere il testo completo, noi ne riportiamo alcuni passaggi:

“Dopo aver preso visione dei costi dei tagliandi valevoli per la partita di Champions League Napoli-Chelsea, siamo rimasti indignati contro una speculazione assurda e ingiustificata nei confronti non solo del tifoso, ma del napoletano in quanto cittadino. A nostro avviso ogni persona deve avere la possibilità di poter accedere al S.Paolo in occasione di qualsiasi partita e purtroppo le curve non bastano per tutti coloro che vogliono supportare i propri beniamini, pur non disponendo di salari molto consistenti. Un settore come quello dei distinti, non certo d’élite, dove spesso e volentieri si è costretti a vedere la partita in piedi, dove padri di famiglia vorrebbero portare i loro figli a godersi un po’ di calcio, non può avere un prezzo d’ingresso così alto. Un lavoratore che guadagna 1200 euro al mese, con famiglia e fitto da pagare, non può esser messo in condizione di spendere 1/10 del suo stipendio per un ottavo di finale in uno stadio fatiscente”.

Il problema infatti non è tanto (ma anche!) un mero problema di prezzo, quanto di servizi, e il San Paolo non offre certo quei comfort tali da giustificare un esborso da 100 euro per un biglietto nei distinti:

“Parliamo di un impianto non certo così all’avanguardia, che si è costretti a raggiungere tre, quattro o anche cinque ore prima di una partita pur di trovare un posto a sedere e non ritrovarsi nella parte laterale del proprio settore. Già, perché lo stadio non prevedere una distinzione tra aree dello stesso settore e dunque puoi capitare in un area laterale pur pagando lo stesso prezzo di un’area centrale e per di più, qualora non trovassi il ticket per la parte superiore, non ti rimane altra scelta che prendere l’inferiore, pagando lo stesso costo del settore superiore. Quindi un tifoso potrebbe acquistare un tagliando per i distinti e ritrovarsi nell’area laterale del settore inferiore pagando lo stesso prezzo di chi ha acquistato il tagliando per l’area centrale del settore superiore.

I tifosi poi si sono documentati e hanno fatto delle comparazioni con altre partite degli ottavi di Champions:

“A nostro avviso non sono previsti elevati costi di gestione del match tali da indurre la società ad aumentare in maniera spropositata il costo del tagliando. Fosse rimasto invariato rispetto alle partite precedenti dei gironi di Champions League, avremmo assistito ad una grande dimostrazione d’amore del presidente nei confronti di noi cittadini e tifosi del Napoli. In questi giorni è stata diffusa la notizia che i prezzi di questa partita sono in linea con quelli delle altre partite degli ottavi di Champions, ma in realtà non è così. Se prendiamo in considerazione ad esempio i prezzi della partita Milan-Arsenal notiamo che il settore arancio (i distinti del S.Siro) arriva a toccare anche i 120 euro, ma la cifra di partenza è di 50 euro per lo stesso settore, dato che ci sono tantissime fasce di prezzo e si viene incontro un po’ a tutti. Lo stesso vale per Inter-Olympique Marsiglia dove il secondo anello arancione, che equivale ai “distinti superiore” del S.Paolo, costa 35 euro e il terzo anello rosso addirittura 15 euro! Per non parlare delle partite europee dove ad esempio si può assistere a Cska Mosca-Barcellona con 22 euro nel rispettivo settore ‘distinti'”.

Uno sfogo che il sottoscritto reputa quanto meno giustificabile e condivisibile, poi come ovvio ogni società si assume le responsabilità delle proprie scelte avendo la facoltà di decidere il prezzo del tagliando necessario per assistere allo spettacolo. Di fatto il Napoli ha fatto infuriare una consistente fetta del proprio tifo affezionato, tanto che alla fine della lettera l’invito a tutti i tifosi è quello di disertare l’impianto di Fuorigrotta: “Che sia Albinoleffe o Chelsea, chi va per la prima volta o da trent’anni merita rispetto e non possiamo accettare le condizioni economiche che ci ha imposto la società! Buoni sì, ma fessi no. MERITIAMO RISPETTO…NOI NON CI STIAMO…QUINDI DISERTIAMO!!!“.

Foto | © TMNews

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