Zeman ancora contro Moggi: “Nemico del calcio”

Ancora un’intervista polemica dell’allenatore del Pescara che ha attaccato soprattutto il grande nemico Moggi


Nuovo durissimo attacco dell’autonominatosi grande moralizzatore del calcio italiano, l’attuale allenatore del Pescara nel campionato di serie B, Zdenek Zeman. A finire nel mirino dell’ex allenatore di Lazio e Roma come al solito la Juventus e in particolare Luciano Moggi, ma il boemo ne ha avute anche per Gianluca Vialli, facendo poi alcune rivelazioni sul suo passato, nel quale sarebbe stato vicino a sedere sulle panchine di Inter e Real Madrid, e tornando anche a parlare della piaga del calcioscommesse, che negli ultimi mesi ha occupato ancora una volta le prime pagine dei giornali. Queste le sue parole a proposito del preoccupante fenomeno:

“Nei tanti anni trascorsi sui campi in molte partite di fine campionato ho visto un calcio strano: accordi tra giocatori dove magari c’era la necessità per qualche squadra di fare un punto. Io sono stato sempre contrario a questo, anche perchè se regali un punto a un avversario vuol dire che ne affossi un altro e questo non è corretto. In Italia a differenza di altri paesi non si è affrontata la questione con fermezza e provvedimenti drastici: altrove chi sbaglia esce per sempre fuori dal gioco. […] I protagonisti possono essere spinti da necessità a livello di Lega Pro, dove ad esempio c’è difficoltà a portare a casa ogni mese lo stipendio”

Come già detto, sono arrivate poi immancabili le frecciatine nei confronti di due suoi “nemici” storici come Moggi e Vialli, con le quali l’allenatore ingaggia ormai un duello a distanza da anni. Queste in particolare le sue considerazioni nei confronti dell’ex direttore generale dei bianconeri, condannato alcuni mesi fa dal Tribunale di Napoli in merito alla vicenda Calciopoli: “Secondo me Moggi non è nemico di Zeman; Moggi è nemico del calcio e di tutti quelli che non l’hanno seguito e non si sono lasciati convincere”. Duro anche l’affondo contro l’ex attaccante: “Vialli mi ha fatto male quando nel 1998 mi diede del terrorista: come può rimarginarsi una simile ferita?”.

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