Le mosse del Parma. Oggi Perna, domani Ventola?

In attesa di conoscere il nome del nuovo proprietario e tornando a riassaporare l’ebbrezza di intere paginate addirittura a pagina 8 dei quotidiani sportivi (non capitava dalla fulminea parentesi di Sacchi in panchina nel 2001…), il Parma ha comunque già iniziato a operare sul mercato di riparazione mettendo a segno il primo acquisto: si tratta

di mattia

In attesa di conoscere il nome del nuovo proprietario e tornando a riassaporare l’ebbrezza di intere paginate addirittura a pagina 8 dei quotidiani sportivi (non capitava dalla fulminea parentesi di Sacchi in panchina nel 2001…), il Parma ha comunque già iniziato a operare sul mercato di riparazione mettendo a segno il primo acquisto: si tratta del difensore Armando Perna, classe 1981, che fino a ieri militava in Serie B nel Modena dell’ex crociato Daniele Zoratto. Perna arriva in comproprietà, dopo che il Parma lo aveva inseguito invano durante il mercato estivo, una volta che il Modena aveva risolto in suo favore un’altra comproprietà che vincolava il giocatore, in questo caso col Livorno.
Il giocatore, nato a Palermo e cresciuto nel club rosanero, è un pallino di Pioli che lo conosce bene per averlo allenato prima a Salerno (stagione 2003-2004) e poi proprio a Modena fino alla stagione scorsa. C’è da dire che dal curriculum del ragazzo e da questo suo primo scorcio di stagione tutt’altro che esaltante, non lo si può certo definire la cura definitiva per i mali difensivi della squadra crociata, tuttavia l’acquisto di un giocatore caro all’allenatore è un evidente segnale di fiducia nei confonti del tecnico e al tempo stesso un monito agli altri giocatori della rosa: vista la stima che Pioli nutre nel suo pupillo è facile ipotizzare per lui una maglia da titolare fin da subito, quindi sarà bene che i difensori inizino a darsi da fare per candidarsi a occupare gli altri ruoli liberi, mentre per gli altri giocatori il chiaro messaggio è che il tecnico non si tocca, dunque chi pensasse di galleggiare fino a eventuali esoneri è pregato di cambiare marcia in campo o di passare in sede per definire la cessione.

Ipotesi che qualcuno sta già accarezzando: Kutuzov (uno dei pochi giocatori di proprietà gialloblù tra gli arrivi di giugno e di certo il fallimento più evidente) sarebbe destinato a Brescia, Bolaño tornerebbe volentieri a Lecce, Fernando Couto e Gasbarroni fanno gola al Livorno mentre Contini, per il quale esiste sul tavolo la prospettiva di uno scambio con il clivense Mantovani, sembra nicchiare e decisamente più restio a lasciare Parma nonostante l’aumento della concorrenza interna (oltre a Perna, si parla anche di Mantovani, appunto, e di Galante).

A centrocampo, nell’ipotesi di dover sostituire Grella per il quale si sono fatti avanti il Torino e il solito Palermo, è spuntato il nome poco conosciuto di Dušan Djurić, centrocampista classe 1984 di origine croata dell’Halmstad, dotato di una discreta confidenza col gol e già protagonista con la maglia della nazionale maggiore svedese. Sul ragazzo, però, pare ci siano gli occhi di mezza Premier League, per cui l’impresa per Zamagna e soci è quanto mai difficoltosa.

Molto più semplice, pare, arrivare a Nicola Ventola, il nome sui cui la dirigenza gialloblù ha ormai stretto nell’intento, a questo punto esplicito, di trovare il partner ideale a Igor Budan e passare stabilmente a un attacco a due punte. La punta dell’Atalanta (che a differenza di altri nomi accostati al Parma ha solo 28 anni) è in scadenza di contratto e la società gialloblù sarebbe addirittura in grado di garantirgli un triennale. Certo, il nome di Ventola non è (più) di quelli che fanno infervorare la curva (forse più la tribuna, visto ciò che si porta appresso…) ma forse è il massimo che una società con le disponibilità del Parma può chiedere a questo mercato.

D’altra parte il mercato di gennaio porta utili ritocchi ma non può certo fare miracoli e per fortuna nelle sale societarie del Tardini è ancora scolpita la lezione di un paio di anni fa quando la meteora Oreste Cinquini spiegò al mondo come non si fa un mercato di riparazione, andando a regalare sei mesi di ingaggio a ex giocatori desiderosi di allungarsi la carriera svernando al tepore primaverile della pianura padana. Per informazioni chiedere a Bettarini, Vignaroli e Olive