Il derby della capitale alle porte - Le voci dei protagonisti


Si avvicina il derby della città eterna, una partita che le due tifoserie, come di consueto, aspettano con trepidazione. La Roma arriva alla stracittadina con un pizzico di pressione in più dovuta al fattore classifica, abbastanza deficitaria rispetto ai cugini che stazionano al terzo posto insieme all'Udinese e a causa dell'ultima pesante sconfitta subita a Bergamo che si è portata dietro strascichi polemici e squalifiche(saranno fuori Gago, Osvaldo e Cassetti).

La Lazio, nonostante la miriade di infortuni (ultimo Lulic), il perenne rapporto precario tra la tifoseria e la dirigenza, acuito dalle ultime vicissitudini come il calciomercato di gennaio, e la telenovela Reja, proviene da una vittoria tanto striminzita quanto fondamentale contro la Fiorentina. L'ultimo derby è stato deciso da Klose al 93', quando il pareggio sembrava un risultato ormai assodato. L'attesa nelle parole del bomber tedesco pronunciate in conferenza stampa:

"Battere la Roma? E' importante prefiggerci un obiettivo e perseguirlo. Il derby è molto importante per noi e dovremo fare il meglio possibile. E' incredibile il supporto che i tifosi mi stanno dando, che per me è importantissimo. Un'altra cosa è importante che il supporto venga dato a tutti, ad esempio ad uno come Candreva che merita considerazione. Si allena molto bene e si dà da fare, ognuno ha la propria idea ma è giusto che anche lui venga sostenuto. Io sono solo un elemento della squadra, il supporto va equamente suddiviso da tutti noi. La Roma è una squadra molto valida che può raggiungere alti livelli, con tanti giovani ben integrati. Paura di qualcuno? Io non ne ho, altrimenti non farei il calciatore, ma se devo dire due nomi dico Totti e Borini, che però avranno bisogno dei loro compagni per far bene. Ho fatto tanti gol importanti, ma devo ammettere che dopo aver segnato al derb d'andata ho capito quanto è importante aver fatto quel gol per tutti i tifosi, perciò è entrato nel novero delle mie reti più importanti. Nel derby contano testa e corpo. Se ognuno di noi farà il suo dovere potremo vincere, conterà l'unione del gruppo. Il caso Reja? E' stato detto tanto: io penso solo alla Roma".

In casa Roma si parla di una rivincita. Il pensiero di Stekelenburg dai microfoni di Radio Manà Manà: "Il derby di domenica sarà diverso rispetto a quello dell'andata, l'intesa tra noi è migliorata. Vogliamo la rivincita. Ma se paragoniamo la partita dell'andata con quella che dovremo giocare, siamo molto avanti con la stagione, abbiamo 26 partite alle spalle e soprattutto è migliorato il nostro modo di giocare". Tornando alla Lazio Igli Tare è d'accordo con Klose: è Borini il giocatore più "invidiato" dai biancocelesti:

"Luis Enrique? La Roma ha fatto bene a dargli fiducia e il tempo dovuto. Certo, non dobbiamo dimenticare che quando alleni una delle prime cinque squadre in Italia contano i risultati. Chi toglierei alla Roma? Borini, l'avrei voluto alla Lazio. Reja? La società ha avuto e continuerà ad avere un ottimo rapporto con il tecnico, che ha un contratto fino a fine stagione, ma anche lo scorso anno era così e ha fatto un ottimo campionato. Del futuro si parlerà a fine stagione".

E infine le parole di Walter Sabatini che ha tirato in ballo una moderata paura: "Sarà una partita incredibilmente importante, molto molto importante ma non decisiva. Il terzo posto dipenderà dal risultato di questa partita, ma anche se dovesse arrivare una sconfitta, la piazza non ci abbandonerà. Paura? Ho parlato di moderata paura, non di paura, altrimenti la paura diventa qualcosa di incontrollabile e dannoso. Un pronostico? Non c'è".

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