Rigore ed espulsione: Nicchi boccia la regola, ma c'è chi la difende


Il derby della capitale di ieri pomeriggio è stato contraddistinto, senza ombra di dubbio, dall'espulsione decisa dall'arbitro Bergonzi ai danni del portiere della Roma Marteen Stekelenburg: anche Edy Reja, allenatore della Lazio, ha ammesso che aver giocato quasi tutta la gara in undici contro dieci ha dato una bella mano ai biancocelesti. Il portiere olandese dei giallorossi ha atterrato Miroslav Klose in area di rigore, dovendo dunque abbandonare il terreno di gioco dopo pochissimi minuti dall'inizio della stracittadina, visto il cartellino rosso inevitabile a rigor di regolamento che il direttore di gara ha dovuto sventolargli in faccia. E torna d'attualità il vecchio dibattito centrato su questa discussa regola: è giusto infliggere a una squadra una pena così severa? A conti fatti è una tripla sanzione in un sol botto, contemporaneamente si assegna contro una squadra un rigore, la si fa rimanere con un uomo in meno e la si priva del portiere titolare.

Secondo il numero dell'Associazione Italiana Arbitri Marcello Nicchi questa regola andrebbe rivista, per non dire messa al bando:

"La regola del rigore e dell'espulsione per il fallo da ultimo uomo è assurda, perché così si rovinano le partite. In questo caso l'arbitro Bergonzi si è comportato bene perché ha solo applicato il regolamento. Ma è la regola che va rivista. Non si può confondere il fallo per cui è già previsto il rigore con una penalizzazione in tre tempi. Non è nello spirito del gioco".

Pierluigi Collina, però, non se la sente di esporsi così tanto; l'ex fischietto di Viareggio, ora designatore Uefa, ha spiegato come stanno le cose:

"Le decisioni dell'Ifab che è il massimo organo giudicante in termini di cambiamento di regole del calcio, non devono essere commentate. C'è stato un dibattito prima, una serie di valutazioni fatte all'interno della commissione tecnica e dalla task force Fifa, e si è deciso di mantenere la regola come è scritta. Le regole vanno accettate e applicate, magari in futuro ci sarà ulteriore spazio per altre discussioni. Io avevo detto, in un tempo ormai lontano, che la vedevo come una regola troppo penalizzante per i giocatori, ma gli arbitri applicano regole decise dall'Ifab. Usare il buon senso? Ha poco a che fare con le regole del gioco, viene invocato, ma va bene fino a che non lede i diritti di una delle due parti. Ma sulla tripla sanzione vale la pena continuare a discutere".

C'è anche chi in qualche modo difendere la regola. Questa mattina l'ex fischietto Paolo Casarin, ospite fisso di Radio Anch'io lo Sport su Radio 1, ha ricordato che questa norma, che non può slegarsi da quella che vuole l'espulsione di un giocatore che commette un fallo da ultimo uomo, è nata ad inizio anni '90 per risolvere una specie di "bug" del regolamento: prima di allora, infatti, non era raro che un portiere giocasse molto alto abbattendo fuori dall'area di rigore gli attaccanti lanciati a rete. Da cui la necessità di combinare la massima sanzione a chi avesse commesso un'infrazione su un avversario con chiara occasione da gol, che sia un portiere o un difensore, che avvenga fuori o dentro l'area di rigore. Condivisibile anche il pensiero di Casarin: e voi da che parte state?

Foto | © TMNews

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: