A Francè, adesso hai rotto!

Francesco Totti Torno, non torno.

Torno quando sarò guarito, torno quando mi verranno rimosse le placche dalla caviglia, torno a gennaio, torno quando starò bene.

E poi l'ultima, di ieri: "Ma non so se torno. Per ora penso solo alla Roma."

Questo, in sintesi, il Totti-pensiero (se mi permettete l'esagerazione).

Un tormentone che ci perseguita dal triplice fischio di Italia-Francia a Berlino, in quel di luglio.

E chissà se torna e chissà quando.

Appelli dei tifosi, degli addetti ai lavori, apologie surrealistiche sulla genialità del numero 10 giallorosso, l'immagine grottesca del neo-CT Donadoni, che telefona nottetempo all'amante sfuggente per supplicarlo di tornare a casa.

Ma adesso basta sfogliare questa margherita appassita!

Posso capire che dopo la sbornia mondiale e il botto di calciopoli, c'è stato un periodo refrattario in cui i media non sapevano su cosa accanirsi, finendo per focalizzare l'obiettivo sul matrimonio Totti-Nazionale.

Ma adesso basta. C'è il campionato, c'è la Champions League, ci sono le qualificazioni Europee, il mercato di riparazione, i goal, le moviole, le polemiche e via andare.

Totti è un campione, e anche i non romanisti strabuzzano gli occhi, ammirando le sue magie, i dribbling, le fucilate, i colpi di tacco, gli assist, i "cucchiai" e ovviamente i goal. Tanti. Tantissimi.

Pesanti e determinanti per i successi giallorossi.

Come quelli che sono sempre mancati con la maglia della Nazionale.

58 presenze e la miseria di 9 goal, tra sputi, espulsioni e prestazioni variabili tra l'incolore, l'opaco e l'anonimo.

Per non parlare di quelle del tutto negative.

Non ricordo prove da incorniciare con la maglia azzurra.

Un po' lo stesso cammino di un altro grande del passato recente, l'attuale allenatore nerazzurro, Roberto Mancini: immenso nel suo club, abulico in Nazionale.

La tendenza è incontrovertibile, perchè dall'esordio del Pupone con la maglia azzurra sono passati ormai 8 anni e nulla è cambiato.

E allora, cosa dire a Francesco?

Grazie e arrivederci. Siamo noi a non volerlo più in Nazionale. Non ci serve.

Probabilemente è stato persino un vincolo, a volte una zavorra per gli Azzurri. Uno che doveva giocare sempre e comunque a prescindere dal rendimeneto.

A Francè, stattene a casa! Continua a far grande la Roma e noi tutti continueremo ad applaudirti!
Ma lascia la Nazionale, non è cosa per te.

E Mister Donadoni, su la testa, Totti non le serve, non lo chiami più.

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