Serie A sempre più in rosso: la peggiore è la Juve, ma salgono a sei i club in attivo


Continua a prevalere il segno meno nei bilanci della serie A. Nonostante un aumento dei ricavi (attestatisi quest'anno a 1618 milioni di euro) del 2,7% rispetto allo scorso anno e del 59% negli ultimi dieci anni, il deficit complessivo dei venti club della massima categoria è lievitato a 285 milioni di euro. In profondo rosso tutte le grandi, sulle quali pesano in particolare gli stipendi, il cui peso è superiore all'80% delle entrate per le due milanesi e per la Juventus. Proprio i bianconeri, a causa dell'investimento fatto nel nuovo stadio e delle onerose campagne acquisti messe in piedi nel tentativo recuperare il gap di competitività nei confronti delle rivali, oltre che del crollo dei ricavi dovuto alla mancata qualificazione in Champions League delle ultime due stagioni, sono in vetta a questa poco virtuosa classifica con un eloquente -95,4 milioni, seguiti dall'Inter con -86,8 e dal Milan con -69,8.

Piccola nota positiva l'aumento da quattro a sei dei club con un bilancio in attivo. Si tratta della Lazio, del Palermo, del Catania (dato particolarmente positivo vista la recente realizzazione del nuovo centro sportivo), del Parma, della solita Udinese, ormai da anni un esempio per quanto riguarda la gestione oculata delle risorse, e del Napoli, quella che ha fatto il balzo maggiore nelle entrate, vista la partecipazione alla Champions ottenuta grazie alla straordinaria stagione dello scorso anno. Grande miglioramento anche nei conti del Bologna, che solo dodici mesi fa si era trovato sull'orlo del fallimento. Nel complesso pesano ancora troppo i diritti televisivi che rappresentano il 58% del fatturato complessivo, mentre restano fermi rispettivamente al 19% e al 13% i proventi commerciali e quelli derivati dalla vendita dei biglietti, spesso inoltre i conti risultato "aggiustati" da alcune plusvalenze esagerate.

Foto | © TMNews

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