Agnelli rompe il silenzio stampa: "La Juve andrà avanti contro tutto e tutti"


A poco più di 24 ore dal silenzio stampa indetto al termine di Genoa - Juventus di ieri pomeriggio, il presidente Andrea Agnelli ha deciso di parlare alla stampa, spiegando la decisione presa ieri dalla società. Insieme a lui c'era anche Michel Platini che ha visitato il nuovo impianto della Juventus che secondo diverse indiscrezioni giornalistiche dovrebbe ospitare la Finale di Europa League nel 2014. Andrea Agnelli ha ridimensionato in qualche modo il silenzio stampa, definendolo come "un momento di riflessione", anche se nella sostanza i tesserati non saranno autorizzati a parlare con i giornalisti fino a sabato prossimo, quando Antonio Conte romperà il silenzio per la consueta conferenza stampa alla vigilia della gara con la Fiorentina:

"Ieri abbiamo avuto un momento di riflessione che reputo assolutamente corretto. Non potendo nuovamente esprimere alcuni pensieri che nel passato recente hanno provocato così tanta attenzione, abbiamo ritenuto che un giorno in silenzio avrebbe potuto fare bene. I nostri pensieri non cambiano. Stamani abbiamo fatto il punto della situazione: il percorso intrapreso due anni fa sta dando i suoi frutti. A marzo siamo ancora in corsa su due fronti, e di questo va dato grandissimo merito in primis allo staff tecnico, che ha costruito una squadra competitiva, e poi ad Antonio Conte e ai suoi ragazzi che stanno disputando una stagione veramente importante. Ci mancano undici partite in campionato e possibilmente due in Coppa Italia. Abbiamo la possibilità di ottenere i risultati che ci siamo prefissati a inizio anno".

Il presidente della Juve non è dunque entrato nel merito parlando degli episodi arbitrali che hanno indispettito i bianconeri al punto da non voler rilasciare dichiarazioni a fine partita, ma ha promesso che la società e la squadra non smetteranno di lottare per riportate la Juventus alla vittoria. Nessun messaggio al Milan che è un alleato troppo importante della Juventus per quanto riguarda gli aspetti "politici" del calcio ed soprattutto economici.

"Il clima è pesante? Sapevamo che riportare la Juventus al successo sarebbe stata un'operazione molto impegnativa. Lo stiamo facendo, consapevoli che la nostra forza è sufficiente per ottenere dei risultati. Siamo in grado di lottare contro tutto e contro tutti. Ci mancano undici o tredici partite, i conti li faremo soltanto alla fine. La Juve è tornata a dare fastidio? No, la Juve diverte e ci rende orgogliosi. La squadra sta facendo il suo mestiere: competere per vincere. Non penso che la squadra stia pagando le nostre recenti lamentele verso la classe arbitrale: abbiamo analizzato la nostra permanenza in area e i falli che ci hanno fischiato a favore, è dalla prima giornata di campionato che notiamo certe cose. I rapporti tra la Juve e il Milan? Con i rossoneri c'è una sana rivalità sportiva e un'enorme convergenza politica".

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