Troppi insulti, il Vaticano non patrocina la Clericus Cup


La Clericus Cup, il torneo calcistico internazionale tra monsignori, preti e seminaristi dei vari pontifici istituti presenti a Roma, è giunto alla sesta edizione. E' iniziato il 2 marzo scorso e quest'anno sono 16 le squadre iscritte supportate da suore e dai tifosi in tonaca. Sono 351 i giocatori iscritti con passaporto di 71 nazioni diverse. Il motto di questa edizione è «Giocare per credere».

La vera novità rispetto alle scorse edizioni è lo smarcamento del Vaticano che, su decisione della Segreteria di Stato della Santa Sede, ha impedito all'ente che sovrintende alle attività sportive vaticane, la sezione Chiesa e Sport del Pontificio Consiglio dei Laici, di patrocinare il campionato. La motivazione è da ricercare nella deriva "diseducativa" che ha preso negli ultimi anni la manifestazione, con insulti dalle tribune e scontri di gioco giudicati eccessivi dalle alte sfere della Chiesa Romana.

La decisione, però, non è stata condivisa dalla sezione sport e tempo libero della Cei (Conferenza episcopale italiana) che all'ultimo momento ha autorizzato la stampa del suo logo nel manifesto ufficiale della manifestazione sportiva. Dal Vaticano fanno sapere che la Clericus Cup ha "tradito" l'originario spirito formativo ed educativo con cui era stata concepita e promossa.

Padre Kevin Lixey, responsabile della sezione Chiesa e Sport, ha ammesso il dissidio interno, come riportano le parole riprese da Repbblica:

"E' vero, quest'anno per il torneo abbiamo deciso diversamente rispetto al passato. Un provvedimento necessario perché, oltre alle gare di calcio, il campionato non ha dato vita a tutta quella serie di attività formative che ci stavano molto a cuore. Rispetto alle gare, agli aspetti tecnici e alle classifiche, il Pontificio Consiglio dei Laici ha altre priorità. Ad esempio, al di là delle competizioni tra i vari atleti e della partecipazione delle varie tifoserie sugli spalti, a noi interessano molto di più gli sforzi legate alla formazione e all'educazione dei giovani, all'insegnamento del rispetto e della solidarietà sia nella società civile che nelle varie discipline sportive. Aspetti che il torneo di calcio tra seminaristi e sacerdoti non ha tenuto conto. Per cui, il Pontificio Consiglio dei Laici ha deciso che la Clericus Cup da quest'anno debba andare avanti anche senza il nostro patrocinio. Pur apprezzando il progetto che raduna ogni anno seminaristi provenienti da tanti Paesi del mondo, purtroppo è venuto meno l'aspetto formativo e pastorale. Il progetto originario della rassegna "prevedeva, oltre al campionato di calcio, una serie di incontri formativi per i seminaristi sui temi educativi e pastorali inerenti lo sport che non si sono più realizzati".

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