Il dubbio di Massimo Moratti è quello dei tifosi: questa Inter è da rifondare?

All’indomani dell’eliminazione dalla Champions League per mano del Marsiglia, il presidente nerazzurro si interroga sul futuro della sua squadra.


All’indomani dell’inaspettata quanto dolorosa eliminazione dalla Champions League in casa Inter è tempo di riflessioni. I nerazzurri sono senza obbiettivi e si apprestano a chiudere per la prima volta dopo tanto tempo una stagione senza mettere in bacheca nemmeno un trofeo, c’è ancora l’obbiettivo terzo posto da inseguire, ma anche in quel caso la concorrenza è tanta e non sarà per niente facile raggiungerlo. Massimo Moratti ieri sera si è intrattenuto a lungo nello spogliatoio, magari avrà voluto dire qualcosa ai suoi, più semplicemente avrà sentito la necessità di tastare il polso di un gruppo che sembra essere irrimediabilmente arrivato al suo capolinea sportivo.

Siamo ancora a marzo ma è già tempo di pensare al futuro, a partire dalla panchina. Il patron interista non ha dato nessuna colpa a Claudio Ranieri, almeno non dopo la partita di ieri sera: “Non posso rimproverargli nulla, siamo stati sfortunati. Se avessimo perso 4-0 sarebbe stato un altro discorso. No, Ranieri non merita di essere messo in discussione dopo una partita simile”. È chiaro però che la prima riflessione seria dovrò vertere proprio sul suo successore dal momento che pare abbastanza improbabile che il romano si vedrà ancora dalle parti della Pinetina l’anno prossimo. I nomi caldi sono sempre gli stessi, piace Villas Boas anche se la rovinosa esperienza con il Chelsea ha fatto sorgere più di qualche perplessità sul suo conto, dubbi alimentati, sembra, anche da José Mourinho che sembra aver scaricato il suo allievo. L’altro nome caldo è quello di Marcelo Bielsa, inseguito già questa estate, nonostante la sua fama di “loco” sta facendo grandi cose in quel di Bilbao.

Ma sotto la lente di ingrandimento è finita tutta la rosa, apparsa vecchia e demotivata, zeppa di giocatori non all’altezza di una squadra che ha vinto tutto in questi ultimi anni. Ma l’Inter dovrà ritrovare sé stessa anche a livello dirigenziale: le ultime campagne acquisti hanno portato alla memoria i fallimenti degli anni ’90, Forlan e Zarate non si sono dimostrati capaci di non far rimpiangere Eto’o, i vari Castaignos, Jonathan, Palombo non hanno saputo soddisfare le aspettative che su di loro erano state riversate. Massimo Moratti sa che in questo momento serve il coraggio per cambiare, pur essendo cosciente che una rivoluzione non è mai semplice e spesso dolorosa all’inizio:

“Un’idea saggia potrebbe essere partire pensando al futuro non in termini immediati, costruendo con una squadra essenzialmente giovane. Il problema è che se dopo tre partite non va tutto bene cominci a pentirti… Un progetto come quello della Roma? Dipende dalle realistiche ambizioni e abitudini che si vuole avere. Sarebbe saggio ricostruire dalle basi con l’idea di non ottenere subito dei risultati importanti e sperando di indovinare tutti gli acquisti”.


Il presidente sembrerebbe suggerire un ringiovanimento drastico della rosa, ma è anche consapevole che per far crescere giovani di valore è necessario anche avere nello spogliatoio giocatori esperti che sappiano fare da guida, la strada meno pericolosa da percorrere sembra quella che porta a un mix tra vecchio e nuovo: “Oltre alla capacità di giocatori nuovi con più corsa, serve l’esperienza. Parecchi rimarranno, qualcosa di nuovo prenderemo. Dipende dal progetto che si farà con l’allenatore”. Il primo nodo da sciogliere, inevitabilmente, è quello della panchina per non commettere lo stesso errore di quest’anno con un Gasperini preso in extremis che si è ritrovato una rosa bella e pronta, senza avere a disposizione gli uomini giusti per le sue idee tattiche.

A questo punto la società nerazzurra può rallegrarsi di un solo fattore: il ritrovarsi senza obbiettivi, o quasi, già a marzo permette una pianificazione oculata e coscienziosa, autorizza a fare delle valutazioni attente sulle scelte importanti per il futuro. Nel frattempo Claudio Ranieri proverà a ottenere il massimo da una squadra ormai sfiduciata e cioè la qualificazione alla prossima Champions League, ma anche su questo punto Massimo Moratti non sembra nutrire particolare ottimismo, alla domanda se una mancato accesso all’Europa renderebbe più facile una rifondazione risponde: “Sì, ma non so cosa sperare. È quasi impossibile, speriamo di farcela, sarebbe una dimostrazione di carattere da parte della squadra”. Forse l’ultima prova di forza di un gruppo che, non dimentichiamolo, ha vinto tutto ciò che c’era da vincere.

Foto | © TMNews

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