Inter - Atalanta 0-0, Ranieri non ha più giustificazioni: "È un anno no, ma non molliamo"

claudio ranieri

Dopo l'eliminazione dalla Champions League continua il calvario dell'Inter, i nerazzurri oggi non sono riusciti ad andare oltre il pareggio in casa contro l'Atalanta e vedono complicarsi sempre di più la corsa verso il terzo posto. Come al solito Claudio Ranieri non si nasconde e a fine partita si presenta puntualmente in sala stampa per rispondere alle domande dei giornalisti, anche se diventa sempre più difficile commentare i risultati di una squadra che sembra aver smarrito definitivamente sé stessa. L'allenatore ha provato a spiegare quello che è lo stato d'animo dello spogliatoio e della società, compreso l'abbandono di Massimo Moratti che a fine primo tempo ha lasciato il suo posto in tribuna:

"C'è la delusione, vogliamo fare bene e non ci riusciamo. Il Presidente al termine del primo tempo è venuto negli spogliatoi, ci ha caricati, ma non va bene nulla quest'anno. Sapevamo che avremmo sofferto nella ripresa le fatiche del match di martedì, e giusto che abbiano anche creato qualcosa nel finale, abbiamo sbagliato il rigore e non ci voleva, adesso prepareremo le partite di settimana in settimana. Non sarei credibile se dicessi che è un anno sì. Se tutti noi sappiamo che questa è l'Inter e non sta dando ciò che dovrebbe, io rispondo: si stanno allenando bene, al primo allenamento dopo la Champions, dove dopo tutto ciò che è successo qualcuno ha sempre qualcosa, i miei ragazzi erano tutti a spingere in campo. Io non ho mai trovato un gruppo così. Ci sono anni buoni e anni dove non ne va dritta una, ma quando tutto va bene diventa facile. I ragazzi sanno che è un anno difficile, e allora dico loro: 'Reagiamo'. È un anno che non va, ma lottiamo fino in fondo".

Ranieri ha provato anche a fare il pompiere per provare a spegnere le polemiche riguardo al presunto rifiuto di entrare in campo da parte di Diego Forlan, il tecnico ha spiegato così lo scambio di battute fra lui e l'uruguayano prontamente catturato dalle telecamere:

"Forlan non s'è rifiutato di entrare, stavamo discutendo di una cosa tattica. Gli ho chiesto se ce la faceva a fare quel gioco, mi ha detto no. È stato sincero nel dirmelo, e lo ringrazio. Volevo un uomo in grado di saltare l'avversario e di entrare dentro".

Il condottiero nerazzurro non cerca alibi e non si nasconde dietro le lacune di una rosa forse non costruita al meglio, preferisce non commentare i movimenti di mercato, soprattutto quello in uscita con riferimento alla partenza di Thiago Motta, e continua a ripetere che la bravura di un allenatore sta nel riuscire a tirar fuori il meglio dal materiale che ha a disposizione:

"Tocca all'allenatore tirare fuori tutto dalla squadra, ed è quello che sto facendo. Non c'entra il mercato o altro. Punto, e a capo. Purtroppo se è un anno no, è un anno no. Se io metto in campo la formazione migliore, è perché non posso fare altrimenti. Se io dico che Thiago Motta doveva rimanere, eravamo tutti d'accordo, col Presidente, e il calciatore chiama sempre perché vuole essere ceduto, si mette a piangere, e noi abbiamo fatto di tutto per trattenerlo, di cosa stiamo a parlare? Abbiamo provato a tenerlo, ha giocato a Napoli e ha provocato un rigore, e allora qualche critica ha detto 'Ah, l'ha fatto apposta'. E allora di che parliamo".

Le foto di Inter - Atalanta 0-0
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Vengono accuratamente evitate anche le discussioni difficili sulle decisioni arbitrali. Gava poteva espellere Cigarini per un'entrataccia su Obi, ma l'errore più clamoroso e destinato a far discutere è quello relativo alla mancata assegnazione di un calcio di rigore ai bergamaschi per un entrata di Lucio su Gabbiadini, secondo Ranieri però non si può parlare di scandalo: "È un fallo che si può fischiare. Lucio tocca l'uomo e poi la palla. Contro di noi ne hanno fischiati di peggiori". Archiviata la delusione per l'ennesimo risultato negativo, l'allenatore ex Juve preferisce concentrarsi sul prossimo impegno che sarà proprio contro i bianconeri a Torino:

"Quando sono arrivato, ero convinto di poter lottare per lo scudetto. Sappiamo che è un anno no, pensavamo che le sette partite consecutive vinte potessero darci nuova linfa ma non ci siamo riusciti. Dopo quelle vittorie di fila, abbiamo ottenuto sette sconfitte di fila. Ci siamo riempiti la bocca fin troppo, adesso anche per rispetto dei tifosi dobbiamo guardare partita dopo partita, ora crediamo alla Juventus. C'è la sfida di Torino e pensiamo a fare risultato. La squadra deve pensare partita dopo partita".

Non resta che rimettersi a lavoro, Ranieri avrà a disposizione una settimana intera per preparare la sfida contro una Juventus che sembra essere ritornata in forma. I nerazzurri potranno trarre vantaggio dal fatto che in settimana i bianconeri saranno impegnati in Coppa Italia contro il Milan, ma quando in campo scendono due squadre dalla rivalità così accesa e antica le motivazioni riescono ad andare ben oltre la stanchezza fisica. Una vittoria a Torino non cambierebbe le sorti della stagione dell'Inter, ma potrebbe risollevare il morale di Zanetti e compagni, che potrebbero ritrovare fiducia e consapevolezza nei loro mezzi da reinvestire nella parte finale del campionato.

Foto | © TMNews

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