Caso Muamba: sulla stampa inglese infuria la polemica sui controlli medici


Dopo la drammatica vicenda che ha coinvolto il giocatore del Bolton, Fabrice Muamba, la stampa inglese si interroga sull'inadeguatezza dei controlli medici nel mondo del calcio. Su numerosi quotidiani sono apparsi infatti i pareri di alcuni esperti, in seguito ai quali si è aperto un serrato dibattito sull'argomento. Il primo ad avanzare dubbi era stato Michel d'Hooghe, presidente della commissione medica della Fifa, che in seguito all'accaduto aveva invocato regole più stringenti da parte delle federazioni nazionali: "Non è una procedura costosa. Basterebbe fare un'ecografia. E dovrebbe essere possibile farla nel novanta per cento dei paesi in cui si gioca a pallone professionalmente. Se da qualche parte ci fosse un problema di soldi, la Fifa avrebbe il dovere di intervenire con i propri fondi per finanziare un programma simile."

Alla sua voce si era poi unita quella di Andy Scott, ex-giocatore e oggi allenatore del Rotherman United, un club delle serie minori, che aveva denunciato invocando il "modello italiano" considerato all'avanguardia sotto questo aspetto: "Nel 2005 quando giocavo per il Cheltenham ho avvertito forti dolori al petto e mi è mancato il respiro. Successivamente mi è stata diagnosticata una rara forma di cardiopatia. In tutti i controlli medici che mi erano stati fatti non avevo mai fatto un'ecografia o un elettrocardiogramma, pur avendo giocato da professionista per dodici anni. Da allora mi sono impegnato per convincere la Football Association e l'associazione giocatori inglesi a rendere obbligatori test del tipo che si fanno in Italia. Se lo fa la serie A, non capisco perché non possa farlo la Premier League, con tutti i soldi che ha".

Dello stesso parere la dottoressa Amanda Varnava, docente di cardiologia al St. Mary's Hospital di Londra: "Tutti i giovani atleti dovrebbero essere sottoposti a esami per accertare problemi cardiaci ereditari. In Italia mi risulta che lo facciano per tutti gli sport, dalla più giovane età. Dobbiamo farlo anche in Inghilterra". Controcorrente invece il professor Sanjay Sharma, cardiologo del St. George Hospital di Londra e a capo dell'unica unità cardiologica del paese specificamente predisposta per gli sportivi professionisti, il quale si dichiara sorpreso di quanto accaduto: "Sono sorpreso che il problema che ha causato il collasso di Fabrice Muamba non sia stato rilevato. Gli esami a cui si sottopongono questi giocatori sono estremamente approfonditi. Possono individuare l'ottanta per cento delle condizioni che causano la morte istantanea".

Foto | © TMNews

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