Parma all’inferno, il mese decisivo comincia malissimo…

Il mese più importante della giovane storia del Parma FC non si è certo aperto nel migliore dei modi. Alla preventivabile sconfitta dell’Olimpico in Coppa Italia (anche se il gol di Dedić mantiene intatte le speranze di qualificazione), si è infatti aggiunta l’ennesima inopinata sconfitta in quel di Empoli che, seppure a distanza di tre

di mattia

Il mese più importante della giovane storia del Parma FC non si è certo aperto nel migliore dei modi. Alla preventivabile sconfitta dell’Olimpico in Coppa Italia (anche se il gol di Dedić mantiene intatte le speranze di qualificazione), si è infatti aggiunta l’ennesima inopinata sconfitta in quel di Empoli che, seppure a distanza di tre settimane, segue da calendario quella casalinga con la Lazio, dando la misura di una continuità, in senso negativo, che avanti di questo passo porta dritto dritto in Serie B.

La stampa specializzata e quella locale non fanno che puntare il dito su un presunto deficit tecnico della squadra gialloblù, il che è vero solo in parte perché se da una parte i nomi che compongono la rosa di Pioli non sono certo quelli di conclamati fuoriclasse, dall’altra ci sono squadre tecnicamente inferiori che viaggiano in ben altre posizioni di classifica: difficile pensare che l’Empoli di ieri sia più forte del Parma in valore assoluto, ugualmente difficile altresì pensarlo di Chievo, Cagliari, Livorno, Messina, Siena e altre squadre che precedono i crociati in graduatoria.
Con la rosa a disposizione Pioli dovrebbe salvarsi tranquillamente, anzi potrebbe addirittura ambire a qualcosa di più vista, per esempio, la posizione del Catania che non è assolutamente superiore alla squadra crociata. Colpa dell’allenatore allora? In parte sì. Sia per il discorso tecnico sia per la capacità di trasmettere grinta e concentrazione ai giocatori che troppo spesso sembrano molli e svagati in campo, un aspetto che non fa che aumentare l’ira dei tifosi (anche ieri rabbiosa contestazione fuori dal Castellani, proseguita a tarda notte al centro di Collecchio con tanto di Carabinieri schierati…). Ma lascia non poco perplessi anche la preparazione atletica (tutte le squadre sembrano correre il doppio), mentre i problemi psicologici possono parzialmente essere ricondotti alle note vicende societarie, le quali (almeno loro!) sembrano ormai giunte alla fine.

Secondo indiscrezioni, infatti, delle nove manifestazioni d’interesse giunte sul tavolo del commissario Bondi solo due sono state ritenute idonee e hanno avuto accesso alla data room. La stampa locale riporta l’eterno nome di Lorenzo Sanz e la novità di una cordata di imprenditori argentini; quindi niente Valenza, niente Briatore, niente Ghirardi, nessuna cordata parmigiana: alla fine il Parma dovrà per forza parlare spagnolo. O almeno pare: resta infatti da aspettare la formulazione delle offerte e l’apertura delle buste, sperando che almeno una vada a genio all’incontentabile commissario.

Ma risolto questo problema, resta il nodo tecnico: Pioli ha intelligentemente fatto capire di sentirsi in discussione (e non potrebbe essere altrimenti) e non sarà a colpi di mercato che si potrà cambiare faccia alla squadra. Certo, Ventola sarebbe il benvenuto ma se anche arrivasse un nuovo proprietario disposto a investire da subito denaro fresco, sul mercato non ci sono fuoriclasse in grado di salvare una squadra da soli. Quindi il tecnico prima o poi dovrà rendere conto dell’approssimativa condizione fisica dei giocatori e anche delle sue discutibili scelte.

Ieri per esempio ha giocato con quattro interni di centrocampo (di cui due fuori ruolo), improvvisando un improbabile 4-4-2 con Dessena e Ciaramitaro sulle fasce. E se Ciaramitaro ha ormai deluso anche il più strenuo dei suoi sostenitori, un patrimonio come Dessena non andrebbe mortificato e sacrificato fuori ruolo, correndo il serio rischio do bruciarlo. Per ribaltare il risultato, poi, l’allenatore ha scelto Kutuzov invece di Dedić che aveva già salvato la squadra a Roma e che viaggia a velocità doppia del bielorusso. E a questo punto bisognerebbe che qualcuno mi spiegasse la ragione dell’ostracismo che tecnico e società (nessuno gli ha proposto un rinnovo e lui ha firmato un quadriennale con il Frosinone…) hanno nei confronti del povero Zlatko; un ragazzo di soli 22 anni, dalle enormi potenzialità, cresciuto nelle giovanili a costo zero, che viene utilizzato col contagocce (anche quando mancano Pisanu e Gasbarroni) per dare spazio a giocatori di livello amatoriale con tanto di pancetta, e che viene perso a parametro zero come da costume societario (vedi Paolo Cannavaro e Marchionni). Robe da pazzi!

Si potrebbe proseguire con la pessima gestione del dualismo Bucci – De Lucia (con il risultato finale di avere il secondo in maxillo-facciale e il primo – sopravvalutato – che si inventa delle belle uscite a farfalle come quella di ieri…), scelte assurde come l’inserimento di Coly, puntualmente espulso, o l’intestardirsi con Morfeo che ormai, bisogna rendersene conto, è un lusso che una squadra con l’acqua alla gola non può più permettersi; con buona pace delle statistiche di Pioli, secondo cui con Morfeo la squadra gioca meglio e rende di più. Insomma, l’impressione è che serva una scossa ben data e se davvero tra dieci giorni ci sarà qualcun altro sul ponte di comando, è facile ipotizzare che il destino del tecnico sia segnato.