Cellino ha perso la pazienza: chiesta al Comune di Trieste ospitalità per il Cagliari

massimo cellino

Tanto tuonò che piovve: alla fine Massimo Cellino ha deciso di passare dalle minacce alle vie di fatto ed è seriamente intenzionato a portare il suo Cagliari lontano dal capoluogo sardo. Ieri L'Unione Sarda aveva dato notizia di alcuni contatti tra il patron rossoblu e l'amministrazione comunale di Trieste per chiedere il permesso di giocare le restanti partite casalinghe al Nereo Rocco. Oggi quelle indiscrezioni trovano conferma direttamente da un esponente della giunta comunale giuliana, l'assessore allo sport Emiliano Edera che ribadisce di aver ricevuto una richiesta formale dalla società cagliaritana per poter scendere in campo nelle ultime quattro partite del campionato sul terreno di gioco degli alabardati:

"Abbiamo ricevuto una richiesta scritta da parte della società sarda che riguarda tutte le gare interne a partire da quella del 7 aprile contro l'Inter e per noi non ci sono problemi. In due gare intermedie i match del Cagliari sarebbero sovrapposti a quelli della Triestina ma basterebbe anticipare o posticipare uno dei due incontri. Lo stadio è regolarmente disponibile per la gara contro la Juventus, in programma il 6 maggio. Presto ci sarà un contatto telefonico con la dirigenza del Cagliari per passare alla fase operativa".

Ma l'esilio di quella che fu la squadra di Gigi Riva lontanissimo dalla Sardegna potrebbe allungarsi anche alla prossima stagione. Cellino è ormai esasperato dal Sant'Elia, lo stadio, che giova ricordarlo ha ospitato i mondiali nel 1990, ha visto ridurre la sua capacità dai 70 mila spettatori del progetto originario a poco più di 14 mila nella stagione in corso, frutto della chiusura dei distinti e di una curva. Lo stesso presidente del Cagliari nel 2002 aveva investitp circa tre milioni di euro per sostituire le curve e i distinti in cemento armato, con delle strutture tubolari montate sulla pista d'atletica, con quella modifica la capienza si era già ridotta a 23 mila posti. Nella testa dell'imprenditore sardo c'è sempre stato il progetto di uno stadio di proprietà, ma la burocrazia gli ha sempre messo i bastoni fra le ruote.

All'inizio la nuova casa del Cagliari sarebbe dovuta diventare la Karalis Arena, sarebbe dovuta sorgere sulle ceneri del Sant'Elia e prometteva una capienza di 25 mila spettatori, Calcioblog vi aveva mostrato le immagini in esclusiva del progetto. Stanco dell'ostruzionismo da parte del comune Cellino aveva poi deciso di lasciare il capoluogo, scegliendo come sede del nuovo impianto la vicina Elmas, in quel caso la contiguità con l'aeroporto alla fine aveva creato mille intoppi alle procedure per arrivare all'inizio dei lavori. L'ultimo capitolo è stato scritto a gennaio quando il Prefetto aveva dichiarato per l'ennesima volta inagibile il Sant'Elia. Ora arriva quella che sembra essere molto di più di una provocazione, questa volta il Cagliari potrebbe davvero salutare la Sardegna.

Foto | © TMNews

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