Inter, si presenta Stramaccioni: "Un sogno, ma non ho paura di bruciarmi"


Faccia da bravo ragazzo, lieve accento romano, disponibilità e chiarezza, Andrea Stramaccioni si presenta alla stampa e ai tifosi interisti con molta educazione, senza fare proclami ma mostrando comunque una certa determinazione, conscio di avere addosso gli occhi di mezza Italia calcistica e di poter cominciare una splendida carriera da allenatore. Ma al contempo non può nascondere l'emozione e un pizzico di paura, perché se è vero che l'Inter dei grandi può essere un grande punto di partenza, al contempo le possibilità di bruciarsi sono tante (alla Ferrara maniera, anche se il Ciro nazionale si è riciclato con ottimi risultati in Under 21). Perché lo Strama, come già lo chiama il popolo nerazzurro, dopo le belle parole deve anche vincere le partite, ne mancano 9 e ci sono in ballo 27 punti: abbastanza per raggiungere il terzo posto, quello che consentirebbe al Biscione di accedere in Champions? "Non facciamo tabelle, siamo in un momento in cui non è il caso di farle, giochiamo Inter-Genoa e poi prepariamo lapartita seguente, questa la mia unica ricetta".

Tante le domande e particolareggiate le risposte (qui la conferenza stampa integrale del nuovo tecnico nerazzurro, il quinto dal dopo-Mourinho), riportiamo le più significative, come quella inerente all'inserimento dei giovani nella prima squadra fin da subito:

"Spazio ai giovani è un discorso delicato, i giovani sono di valore, sono un patrimonio e la società deciderà come gestirli al meglio perché ogni calciatore ha il suo percorso e la sua dimensione, come proporli è una cosa importante e delicata perché spesso si corre il rischio di precorrere troppo l'evoluzione di un ragazzo. Oggi abbiamo già aggregato dei ragazzi, l'Inter ha dei patrimoni e la società deciderà come e quando capitalizzare. D'altronde ho grandi campioni e li voglio giovani dentro, il nostro capitano è un esempio. Il giovane non è un concetto anagrafico ma voglia di esprimere una rabbia per il bene dell'Inter".

Parlare è un conto, riuscire a trasmettere la voglia e la cattiveria a un gruppo spompato è un altro. Soprattutto se nessuno ti conosce e sei pure molto giovane:

"Sono stato sincero e ho detto che è un orgoglio, fino a ieri erano campioni che ammiravo, ora sono i miei grandi campioni, uno spogliatoio di grande professionalità di campioni mondiali, è stato facile comunicare. Un sogno che fa paura? Se decidi di fare questo lavoro non puoi avere paura, devi avere grande concentrazione, da quando il presidente mi ha comunicato la decisione la mia testa ha cominciato a girare solo sul campo e sul lavoro. Ho la certezza del mio lavoro, le mie idee, con umiltà e sicurezza in quello che so fare. L'entusiasmo è a mille, non ho paura di bruciarmi, io devo andare in campo e fare quello che il presidente mi ha chiesto, so di allenare grandi campioni ma so che ho trovato grandi professionisti e so che tutta la società mi è vicina. Io faccio il mio, i calciatori faranno il resto".

Stramaccioni continua:

"Questi sono giocatori che hanno scritto pagine importanti del calcio, non gli devo insegnare nulla, devo solo trasmettergli le mie idee, quelle che mi hanno portato fino a qui, ho avuto la fortuna di allenare squadre costruite per vincere, andare in campo per far risultato, essere padrone della partita, penso sia un obiettivo condiviso dallo spogliatoio. C'è stata subito intensità in campo, entusiasmo, per essere il primo giorno sono contento e soddisfatto. Ci credo molto".

Ringrazia Spalletti, ma anche Bruno Conti che lo ha messaggiato, oltre a Moratti, Branca e Ausilio. Più di tanto non può dire, nel senso che sarà il campo a fornire le maggiori risposte. Chissà, magari una riconferma per l'anno venturo: "Il futuro? Il presidente mi ha detto di lavorare con tranquillità e di far vincere l'Inter, poi ogni cosa avrà il suo corso". Non ci resta che aspettare: solo il tempo ci saprà dire se Andrea Stramaccioni sarà stata una meteora di inizio primavera 2012 o un predestinato del mondo del pallone o, come qualcuno lo ha già ribattezzato, lo Special Three.

Foto | © TMNews

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