Va ai Rangers Glasgow l'ultimo derby prima del probabile fallimento

Il tempo per i Rangers Glasgow sta inesorabilmente scadendo, lo avevamo accennato dieci giorni fa. Uno dei club più antichi del mondo è ormai ad un passo dal fallimento economico e le speranze si sono quasi del tutto affievolite da quando Dave King, secondo maggior azionista del club scozzese alle spalle di Craig Whyte, considerato anche dalla federcalcio scozzese il maggior responsabile della situazione disperata dei Rangers, ha pronunciato le seguenti parole: "Credo che la liquidazione sarà inevitabile”.

Il 31 marzo scadrà il termine per il versamento delle circa 50 milioni di sterline che il club di Glasgow deve al Fisco britannico. Alcuni giocatori come Naismith e Witthaker hanno deciso di rinunciare al 75% dello stipendio per aiutare le finanze del club, commovente invece la scelta di Mcculloch, bandiera della squadra, che è sceso in campo senza percepire neanche una sterlina e di Gregg Wylde: "Ho rescisso il contratto par aiutare le persone che hanno famiglia, come lo staff che lavora nelle cucine. Non vado via, non ho altri club”.

Nel momento peggiore di 139 anni di storia i Rangers si sono isolati mentalmente pensando solo al campo e riuscendo a vincere quello che sarà probabilmente l'ultimo Old Firm, il derby contro il Celtic Glasgow, per 3-2, facendo rimandare la festa scudetto agli odiati rivali. A rischio non è solo la storia dei Rangers Glasgow, ma anche l'intero campionato scozzese che perderebbe soldi e fascino. Un torneo che non è certamente rinomato per l'equilibrio in classifica e la quantità di squadre competitive e in cui l'Old Firm rappresenta il traino maggiore di visibilità, pubblicità, diritti televisivi e introiti.


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