Il Parma perde la coppa ma trova Rossi!

E’ finita come da pronostico con il passaggio del turno della Roma, ma la qualificazione della squadra giallorossa non è stata la passeggiata di salute che forse gli uomini di Spalletti s’attendevano. Complice il rilassamento dell’Olimpico che permise a Zlatko Dedić di firmare il gol che teneva vivo il Parma, la squadra crociata ha creato

di mattia

E’ finita come da pronostico con il passaggio del turno della Roma, ma la qualificazione della squadra giallorossa non è stata la passeggiata di salute che forse gli uomini di Spalletti s’attendevano. Complice il rilassamento dell’Olimpico che permise a Zlatko Dedić di firmare il gol che teneva vivo il Parma, la squadra crociata ha creato diverse difficoltà ai giallorossi andando due volte in vantaggio e soccombendo, al tirar delle somme, solo per l’insperienza dell’esordiente portiere Fabio Virgili (scelto per preservare Bucci in vista di domenica, con De Lucia ancora ai box) e autore di due incertezze che sono valse altrettanti gol prima a De Rossi poi, al tramonto di una gara che sembrava ben avviata verso l’over time, a Pizarro.

E sì che la squadra di Pioli aveva messo subito la partita su un piano favorevole: pochi minuti e un Gasbarroni finalmente all’altezza della situazione scodella un bel cross sulla testa di Muslimović che spizzica in girata nell’angolino alto. Con l’1-0 il Parma sarebbe qualificato ma un colpo di testa non irresistibile di De Rossi sguscia tra le mani del ventenne portierino gialloblù e rotola in rete. Tutto da rifare, dunque, con l’aggravante che il gol subìto riequilibra anche il computo dei gol esterni, così quando in finale di tempo ancora uno scatenato Muslimović insacca con un destro potente da centravanti di razza una bella triangolazione Savi – Coly , il 2-1 riporta la situazione in parità.
Nella ripresa è la Roma a fare la partita ma le occasioni migliori capitano al Parma che può agire di rimessa con contropiedisti sopraffini come Dedić e Gasbarroni, purtroppo invece le palle gol più ghiotte capitano sui piedi rozzi di Kutuzov (subentrato a Muslimović acciaccato) e di Coly (pessimo controbalzo altissimo, a tu per tu con Curci). Il cinismo giallorosso e l’ingenuità di Virgili hanno fatto il resto.

Se il risultato non sorride al Parma, Pioli può comunque essere più che soddisfatto della prova dei suoi che, in formazione ampiamente rimaneggiata, hanno combattuto ad armi pari con una Roma con molti titolari in campo. Soddisfazione che nasce principalmente da alcune individualità come Gasbarroni e Muslimović (e qui nasce il sospetto che sentendo odore di mercato, i due si siano messi in vetrina. Il che avvalorerebbe la tesi secondo cui non tutti i giocatori stanno dando quello che potrebbero a questo Parma), ma soprattutto da un’ottima interpretazione di un nuovo sistema di gioco, il 3-4-3, che potrebbe essere riproposto in futuro.

La linea difensiva Ferronetti – Paci – Perna ha ben funzionato e non ha corso eccessivi rischi, dal momento che le segnature giallorosse sono scaturite da episodi casuali e da errori individuali, come detto; certo, Bocchetti e Coly sulle fasce sono terzini puri che offrono un’interpretazione del ruolo piuttosto difensiva mutando la difesa a tre in una a cinque, ma Pisanu, per esempio, potrebbe adattarsi bene su una delle due fasce. Bene anche Bolaño (anche lui destinato a cambiare aria e desideroso di convincere eventuali spasimanti) e Savi nel mezzo, dopo che il giovane Pippo ha dovuto rilevare Cigarini uscito per infortunio. Di certo, anche questa gara ha confermato che il tridente è nel DNA di questa squadra a prescindere dal fatto che la linea di centrocampo sia a tre o a quattro; un orientamento che sembra trapelare anche dalle mosse di mercato.

Già, perché c’è pronta una graditissima sorpresa per i tifosi gialloblù, a lenire le amarezze dell’eliminazione dalla coppa: sfumata definitivamente la pista Ventola, la nuova punta del Parma per i prossimi sei mesi sarà Giuseppe Rossi, in prestito dal Manchester United e probabilmente sarà proprio Muslimović a fargli posto in rosa. L’americanino quindi torna da dove ha cominciato, per esorcizzare il rischio di perdersi tra la tribuna dell’Old Trafford e la panchina di Newcastle e per la squadra crociata i suoi gol e le sue giocate serviranno come l’aria da respirare, almeno fino a giugno. Poi chissà… perché se Beppe sentisse di essere tornato finalmente a casa, in mezzo a tanti compagni di quella famosa squadra Allievi campione d’Italia tre anni fa (Savi, Dessena, Marco Rossi) e ad altri delle giovanili (Paponi, Cigarini), e se arrivasse un nuovo proprietario con cash fresco da investire…

Infattti anche l’altro, travagliatissimo, capitolo della cessione si avvia ormai a una felice conclusione: in una conferenza stampa l’avvocato Cappelli si è detto “moderatamente ottimista” circa una soluzione positiva della vicenda, il che in linguaggio bondesco (nel senso di Enrico Bondi non di James Bond…) significa più o meno che la cessione è ormai cosa fatta. La stampa locale parla apertamente di un prepotente ritorno in scena di Tommaso Ghirardi (appoggiato da Banca Monte Parma e da Luca Baraldi, in uscita da Modena dove Amadei sta vendendo) che Bondi vedrebbe molto di buon occhio, anche se Lorenzo Sanz non molla l’osso e sta muovendo mari e monti (tardivamente?) per risolvere il contenzioso relativo ai 7,5 milioni versati per la caparra e aggiudicarsi il Parma, e ci sarebbe pure un terzo pretendente ammesso alla data room di cui poco si sa. Cappelli ha posto metà settimana prossima come termine di apertura delle buste, quindi non resta che pazientare e vedere chi la spunterà. Che dire, a questo punto si tratta solo di battere il Torino domenica per volgere al bello un gennaio iniziato drammaticamente!

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