Calcioscommesse – Masiello ammette: “Autogol volontario contro il Lecce”

L’ammissione dell’ex difensore del Bari: il derby decisivo per la salvezza era stato comprato anche dalla stessa società salentina, campionato falsato.

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La gara dello scorso campionato fra Bari e Lecce era stata combinata, non soltanto da alcuni giocatori che si facevano manipolare dalle diverse organizzazioni criminali che ruotavano attorno al mondo delle scommesse, ma anche da alcuni dirigenti del Lecce. La clamorosa ammissione arriva direttamente da Andrea Masiello, il difensore da quest’anno tesserato con l’Atalanta, che dopo aver tentato di negare ha raccontato agli investigatori di aver volontariamente causato l’autorete che fissò il risultato di quella partita sul 2 a 0.

Quando era stato interrogato alcune settimane fa aveva detto: “Alla partita ero comunque condizionato (dall’offerta di denaro ricevuta il giorno prima da parte di emissari del Lecce, ndr) ero turbato da questa offerta che c’era stata, fatto sta che, non volendo, gli ultimi 5 minuti feci un’autorete, che può essere vista diversamente, ma non era nel mio intento causarla“. Questa versione non ha retto all’insistenza degli investigatori che hanno ottenuto piena confessione qualche giorno fa, prima che questa mattina Masiello venisse tratto in arresto dai Carabinieri: “Quando il risultato era sullo 0-1 ho sfruttato un’occasione che mi si è posta per poter cristallizzare definitivamente l’esito di sconfitta per il Bari e poter ottenere il pagamento promessomi, realizzando così l’autogol con cui si è concluso l’incontro“.

La sostanza, dal punto di vista penale e sportivo, non cambia, ma cosa c’è di peggio di un giocatore che “vende” il risultato di un derby e per evitare il rischio di non incassare il denaro relativo alla corruzione causa un’autorete a 5 minuti dalla fine? Aldilà di questo singolo comportamento l’inchiesta sul calcioscommesse sta di fatto certificando come il campionato dello scorso anno sia stato falsato. Il coinvolgimento del Lecce, se venisse confermato, sarebbe la dimostrazione che la salvezza dei salentini (e la retrocessione della Sampdoria) non è arrivata grazie a trame degli scommettitori, ma alla deliberata operazione messa in piedi da “emissari della società”.

Foto | © TM News

Una retrocessione a tavolino è praticamente inevitabile in questo contesto, ma il caso rischia di allargarsi perché secondo la ricostruzione della Procura di Bari una volta ottenuto il risultato sportivo il Lecce si sarebbe mosso per offrire al miglior offerente il risultato dell’ultima partita di campionato.

Fra questi ci sarebbe anche quella con la Lazio per la quale è indagato Stefano Mauri: quella vittoria ha favorito la corsa all’Europa dei biancocelesti determinando ancora una volta un’ulteriore alterazione del campionato. La qualificazione in Champions League sfumò perché contemporaneamente l’Udinese riuscì a pareggiare 0 a 0 contro il Milan già campione d’Italia, ma se i rossoneri li avessero battuti la Lazio con quella vittoria sarebbe giunta quarta. La posizione della società di Lotito, in attesa di poter conoscere maggiori dettagli dalle carte dell’inchiesta, è per ora molto diversa da quella del Lecce.

Se le indiscrezioni riferiscono di “emissari della società” mandati a “comprare il risultato” della partita contro il Bari è tutto da dimostrare che la successiva compravendita di Lecce – Lazio 2-4 non sia rimasta confinato al mondo degli scommettitori senza che i biancocelesti non si ritrovassero semplicemente a beneficiare inconsapevoli della combine. In ogni caso la credibilità del nostro calcio è ancora una volta duramente messa alla prova.

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