Ufficiale: Cagliari-Inter si giocherà a Trieste


Nell'assurdo, cervellotico e paleolitico sistema calcistico (e politico) italiano c'è anche chi fa emigrare la propria squadra per centinaia di chilometri per lentezze burocratiche e dei lavori e pur di mandare un segnale alle istituzioni. E' il caso di Massimo Cellino e del Cagliari.

Il patron sardo ha deciso di far giocare le partite casalinghe dei sardi al Nereo Rocco perché sono troppo lunghi i tempi per il completamento dei lavori delle squadre tecniche del Comune al Sant'Elia e forse per protesta contro il presunto ostruzionismo delle istituzioni e in particolare del Comune di Cagliari nei confronti del progetto che riguarda il nuovo stadio cagliaritano.

L'ufficialità arriva da una nota della Lega Serie A dopo che l'a.d. nerazzurro Paolillo aveva fatto capire che la decisione era ormai presa. Il cambio di sede, spiega nella nota il presidente di Lega Maurizio Beretta, si è reso necessario: "Vista la richiesta della Società Cagliari Calcio S.p.A., nella quale si evidenzia il perdurare delle condizioni che hanno indotto la competente Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo a disporre la temporanea riduzione della capienza dello stadio Sant'Elia di Cagliari".

Foto | © TM News

Come ogni storia degna di continui scaricamenti di colpe, non si conoscono chiaramente le responsabilità di questo pasticcio. Il sindaco del capoluogo sardo, Massimo Zedda, ha reagito furiosamente alla decisione e non accetta che le colpe ricadano sul Comune del capoluogo isolano:

"E' inaccettabile che la decisione del Cagliari Calcio di andare a giocare le ultime partite casalinghe a Trieste possa in qualche modo essere fatta ricadere sul Comune. Voglio ricordare che il fatto che la squadra rossoblù abbia giocato davanti ai propri tifosi in questi mesi, da quando cioè la commissione di vigilanza aveva dichiarato inagibile il Sant'Elia, è merito del lavoro del Comune, impegnato in tutte le sue strutture per garantire lo svolgimento delle partite in città. L'impegno è lo stesso anche in vista delle prossime partite. Anzi è aumentato: nonostante qualcuno sostenga il contrario, tre mezzi meccanici e gli operai della ditta che ha avuto l'appalto dal Comune stanno lavorando da dieci giorni, senza soluzione di continuità, per garantire l'apertura del settore Distinti in tempo per la partita di sabato 7 aprile con l'Inter e per le successive sino alla fine del campionato. Cosa sia cambiato nel giro di quattro giorni dall'incontro di giovedì tra me e il presidente Cellino, non è ben chiaro. "In ogni caso l'agibilità o meno dello stadio dovrà essere certificata dalla commissione di vigilanza e non dalla Lega Calcio: se il criterio fosse quello del numero dei tifosi nella struttura, diversi stadi in Serie A (Siena e Novara, a esempio) non sarebbero agibili".

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