La storia: John Guidetti, l’italo-svedese che fa impazzire il Feyenoord

La storia di John Guidetti, svedese dal nonno italiano, che dopo le giovanili al Manchester City è esploso nel Feyenoord (in prestito dai Citizens): per l’attaccante gol, assist e il paragone col connazionale Zlatan Ibrahimovic.


Probabilmente non avete mai sentito parlare di John Guidetti (all’anagrafe John Alberto Fernando Andres Luigi Olof Guidetti) ma se doveste passare dalla parti di Nairobi, Manchester, Stoccolma o Rotterdam, sicuramente gli appassionati di calcio di queste città lo conoscono. Stiamo parlando di un attaccante del 1992, attualmente in prestito dal Manchester City di Mancini al Feyenoord (è il numero 10), un ragazzone biondo nato a Stoccolma ma che ha dato i primi calci a pallone nelle strade polverose del Kenya; strana la sua storia, partita due generazioni fa dall’Italia quando suo nonno si trasferì in Svezia e diede alla luce Mike Guidetti; quest’ultimo per alcuni progetti scolastici ha vissuto per alcuni anni con la famiglia nel Continente Nero, portando con sé il piccolo John che noncurante delle evidenti differenze fisiche cominciò ad innamorarsi del pallone in quartieri poveri di Nairobi, salvo poi fare ritorno in Scandinavia e provarci col Brommapojkarna (la squadra che ha lanciato Albin Ekdal).

Solo 2 partite nel 2008, abbastanza però da far appuntare il suo nome agli scout dei Citizens che lo portarono a Manchester all’età di 16 anni, facendolo entrare nel settore giovanile degli azzurri mancuniani. Nel 2010 prestito di nuovo al Brommapojkarna (8 partite e 3 gol), quindi rientro alla base con una presenza al City of Manchester in Coppa di Lega. Poca roba, ma essendo ancora un ragazzino la dirigenza del City decide nuovamente di fargli fare le ossa e lo spedisce al Burnley (5 partite e 1 gol). In estate il salto di qualità: chiuso da campioni pluripagati dalle parti dell’Etihad Stadium, l’italo-svedese fa le valigie per l’Olanda, destinazione Rotterdam (in principio pareva fosse Twente) dove ad attenderlo c’è un Feyenoord in crisi (e chi dimenticherà mai il 10-0 subito per opera del PSV?) che già rimpiange Luc Castaignos, passato all’Inter. E cosa ti combina il 20enne svedesino? Esplode. Ad oggi 21 partite e 19 gol (tre triplette contro Twente, Ajax e Vitesse), 5 assist e l’attitudine da leader.

Tecnicamente è completo: destro, sinistro, di testa, è il rigorista della squadra e calcia a perfezione le punizioni (e non ha ancora 20 anni, che compirà il prossimo 15 aprile). Ma ha anche un bel caratterino; nessuna cattiva condotta (anche se il rosso beccato contro l’RKC lo scorso 19 febbraio fece infuriare l’allenatore Ronald Koeman), quanto la giusta sfrontatezza nel rispondere alle domande. Un esempio? Eccovelo servito: “Ibra sa chi sono? È strano, però magari è buono per lui conoscere il nome di chi gli giocherà al fianco!“. E così dopo alcune presenze in Under 21, lo scorso 29 febbraio ha esordito con la Nazionale maggiore nell’amichevole della Svezia contro la Croazia, entrando ad inizio ripresa: “Con quello che ha fatto con il suo club, merita la nazionale” aveva detto dopo le convocazioni il ct Erik Hamren. E la notizia circolò anche da noi, visto che qualcuno suggeriva a Cesare Prandelli di bloccare il ragazzo, il quale non aveva fatto mistero di non disdegnare un’eventuale chiamata in azzurro: ci voleva coraggio (stiamo parlando di un giovanissimo), ma con questa mossa se lo è accaparrato la Svezia.

Di lui dunque ha parlato anche Zlatan Ibrahimovic, che lo scorso 8 marzo ha dovuto rispondere ad alcune domande dei cronisti svedesi che gli chiedevano un’opinione su Guidetti, da quelle parti considerato il suo erede: “Credo che si stia parlando troppo di lui. Deve pensare solo a giocare, non al resto, perché deve fare ancora tanto. Raiola suo agente nel futuro? Mino non ha mai incontrato il ragazzo, il suo interesse per Guidetti è falso, sono solo chiacchiere“. Di fatto il Feyenoord ad oggi è quinto a soli 4 punti dall’Ajax capolista, e i giornali sportivi oranje parlano molto spesso di lui, dando per scontato che l’anno venturo tornerà a casa base, al Manchester City: “La questione è molto semplice: io voglio giocare, e se a Manchester mi vedono come quarta o quinta scelta, preferirei andare in un club dove possa farlo” ha chiarito Guidetti in un’intervista di Blagoj Trifunov per fcinternews.it. Già perché sulle sue tracce c’è già l’Inter, ma anche l’Arsenal e il Bayern Monaco.

Sono cresciuto in Africa giocando a piedi nudi. Ho sangue un po’ italiano, un po’ brasiliano ed un po’ svedese, ma dalla nazionale italiana non mi ha cercato mai nessuno. Mi piacerebbe poter giocare un giorno in Serie A. Mi alleno spesso con la boxe ed ho letto come ultima cosa l’autobiografia di Ibrahimovic” ha dichiarato di recente ad ExtraTime il giocatore che transfermarkt valuta intorno ai 4 milioni di euro ma che il City non ha nessuna intenzione di (s)vendere (il contratto coi Citizens scade nel 2014). Innanzitutto nelle intenzioni di Roberto Mancini, come confermato da David Platt, c’è quella di far allenare Guidetti nella pre-season estiva, poi valutare il da farsi; ma niente cessione, al massimo un altro prestito col canale preferenziale Feyenoord che ha già chiesto di avere il suo numero 10 anche per la prossima stagione. “Siamo in contatto costante con John che è un grande giocatore e lo staff del City ha visto quasi tutte le sue partite quest’anno, non ce lo lasciamo scappare” ha detto Platt lo scorso 28 febbraio. Un campione o una bolla di sapone dal sapore olandese (l’Eredivisie fa esplodere e implodere decine di attaccanti)? I suoi geni italo-svedesi suggeriscono che non si perderà.

Foto | © TMNews

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