Cassano: "Ho avuto paura di morire, ma ora sto bene" | Video

La prima intervista dopo una lunghissima convalescenza Antonio Cassano la concede a Studio Sport. L'attaccante barese fu operato al cuore i primi di novembre, a distanza di qualche giorno dal malore accusato all'Aeroporto di Malpensa, di ritorno da Roma. Fu un grosso spavento per tutti e attorno a Cassano si strinse tutto il mondo sportivo. Tornerà presto in campo per dimenticare quei momenti, il peggio è passato e lo si scorge dal suo sorriso quando ricorda quei giorni: "Ho avuto paura di morire e ho pensato di smettere con il calcio. Ma ora sono pronto a tornare, magari già sabato con la Fiorentina", dice senza troppi giri di parole.

Cassano ricorda l'affetto che il mondo del calcio gli ha dimostrato:

"Devo dire la verità: un po' di paura l'ho avuta, specialmente per i miei cari, qualche giorno prima dell'operazione. Per circa 36 ore non ci ho capito più nulla, facevo fatica a parlare, non ricordavo cosa mi succedeva, ma l'importante, ora, è che sia tutto passato: dal Real Madrid al Barcellona, da Mourinho a Del Neri e anche Iniesta, tutto il mondo mi ha chiamato. Ho capito quanta gente tenga a me, prima come uomo che come calciatore. Mi aspetto applausi da chi mi tifa, chi mi fischia vuol dire che mi teme, non è cambiato nulla. Possono fischiare, ma mi ha fatto piacere che tutti i tifosi hanno capito il problema che ho avuto e per questo li ringrazio''.

Il ringraziamento al Milan e a Cesare Prandelli in ottica Europei:

"Se tutto questo mi fosse successo in un'altra società non so se mi avrebbero curato come mi hanno curato gli specialisti del Milan: voglio ringraziare il presidente Berlusconi, Barbara e il dottor Galliani che nel periodo per me più buio mi è stato molto vicino. E soprattutto voglio ringraziare chi mi ha salvato la vita, il dottor Tavana: se non ci fosse stato lui a prendermi per i capelli non so se a quest'ora ero ancora in questo mondo. La cosa fondamentale per me era tornare a vivere, ma una grande spinta per rientrare sui campi me l'ha data anche Cesare Prandelli. E' stato fondamentale per il mio recupero: l'ha sempre detto a tutti e specialmente a me che mi avrebbe aspettato fino all'ultimo momento''.

Messi, il Barcellona, il Cassano sano e...una frecciatina all'Inter:

"Se sono curioso di rivedere come sono i miei piedi? Quelli sono sempre buoni, è la forma fisica che bisogna valutare, se sono ingrassato. Se torno e sto bene, allora ok. Se mi accorgo che non sto più bene ringrazio tutti e me ne vado a casa: voglio che la gente si ricordi del Cassano buono, non voglio fare compassione. Giocare contro Messi è dura: puoi essere Cristiano Ronaldo, Rooney, Cassano o Ibrahimovic ma se Messi sta bene allora è molto dura. Mourinho dice che è difficile batterli in casa? E' difficile batterli perché sono più forti degli altri, poi le polemiche fanno parte del cinema che qualche personaggio vuole fare. Il Barcellona è imbattibile: solo se un vulcano esplode e sono costretti a farsi 40 ore di pullman allora puoi batterli".

Infine un pronostico sicuro sullo scudetto e un monito ai calciatori coinvolti nel calcioscommesse:


"Lo vince il Milan, mica stiamo qui a pettinare le bambole: loro dicono che devono farci sputare sangue, ma se le vincono tutte e noi le vinciamo tutte complimenti a loro, ma vinciamo noi. Non so se sia vero quello che si dice, però penso che se qualcuno possa truccare le partite, questa persona è senza morale e dignità: deve stare fuori dal calcio, nemmeno ad allenare i ragazzi. Fuori".

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