Ronaldinho costretto a lasciare lo stadio scortato dalla polizia dopo l'eliminazione del Flamengo in Libertadores


Se già le ultime dichiarazioni dell'ex fantasista di Barcellona e Milan lasciavano presagire un addio al Flamengo a fine stagione, l'episodio che ha coinvolto ieri sera la torcida dei carioca e Ronaldinho rende il divorzio tra il Gaucho e il club più amato del Brasile ormai inevitabile. Al termine dell'incontro con gli argentini del Lanus, valido per l'ultimo turno della fase a gironi di Copa Libertadores e vinto inutilmente dai suoi con il punteggio di 3-0, il numero dieci è stato infatti costretto a lasciare lo stadio sotto scorta per non essere aggredito da alcuni esagitati membri della propria tifoseria.

Ironia della sorte, quella di giovedì sera era stata una delle migliori prestazioni del brasiliano in maglia rossonera, con grandi giocate che avevano trascinato i suoi al netto successo sulla squadra nella quale milita l'ex juventino Camoranesi. Per qualificarsi agli ottavi, al Flamengo era però necessario un pari nella sfida tra i paraguayani dell'Olimpia Asuncion e gli ecuadoriani dell'Emelec, conclusasi invece con la vittoria per 3-2 di questi ultimi, in seguito ad un finale rocambolesco con tre reti nei minuti finali, l'ultima delle quali proprio un istante prima del triplice fischio di chiusura.

La durissima contestazione nei confronti di Ronaldinho, già da alcuni mesi nel mirino delle frange più estreme della tifoseria rubionegra per le sue continue bravate che lo avevano portato anche ad avere un pessimo rapporto con l'ex tecnico Luxemburgo, in seguito esonerato dalla società, è nata da una lettera aperta inviata da alcuni sostenitori del Flamengo ad un quotidiano sportivo, nella quale lo si accusava di mancare di rispetto alla gloriosa maglia della squadra di Rio de Janeiro. Praticamente certa dunque la sua partenza, con probabili destinazioni i russi dell'Anzhi o il sole degli Emirati.

Foto | © TMNews

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