Morto Carlo Petrini, ex calciatore che denunciò il doping nel calcio


Solo pochi mesi fa urlava al mondo il suo ennesimo, personalissimo, grido di dolore, mettendo a nudo ancora una volta l'ipocrisia e l'ignoranza di comodo su cui si fonda il sistema calcio. Denunciò pubblicamente tutto dopo aver chiuso con il mondo del pallone, Carlo Petrini. Ma denunciò e non è poco in un mondo di omertosi, fregandosene delle critiche dei soliti "addetti ai lavori" infastiditi, più che impauriti, da un guastafeste che scoperchiava cose che si sapevano, ma che non si dicevano. Petrini è morto a Monticiano (Siena), dopo una lunga malattia, all'età di 64 anni. Ex attaccante degli anni Sessanta e Settanta cresciuto nelle giovanili del Genoa e consacratosi nelle file del Milan di Rocco, con cui vinse una Coppa dei Campioni nel 1968-1969, e del Torino, con cui si aggiudicò la Coppa Italia nel 1970-1971.

Successivamente vestì le maglie di Catanzaro, Ternana, Roma, Verona, Cesena e Bologna. Nel 1980 fu coinvolto nello scandalo del calcioscommesse, subendo una squalifica di tre anni e sei mesi amnistiata dopo la vittoria dell'Italia al Mondiale del 1982. Ha pubblicato sei libri, quello più conosciuto uscì nel 2000: "Nel fango del dio pallone" (Kaos Edizioni) è un'autobiografia in cui narrò in prima persona la sua vita nel mondo del calcio. La pratica del doping, scrive Petrini, negli anni Sessanta-Settanta era dilagante. Petrini pubblicò un altro libro intitolato "Il calciatore suicidato", dove indagò in prima persona sulla misteriosa morte di Donato Bergamini, calciatore del Cosenza, ritrovato morto nel 1989 sulla Statale 106, presso Roseto Capo Spulico.

Era affetto da una grave forma di glaucoma, che gli ha procurato la quasi completa cecità dell'occhio sinistro e la seria compromissione del destro. Secondo i medici che lo hanno curato nel corso degli anni, sottoponendolo a ben cinque interventi chirurgici, la malattia potrebbe essere stata correlata all'assunzione dei tanti farmaci dopanti, avvenuta durante la carriera di calciatore.

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