Calcioscommesse - Gianello: "Provai a combinare Samp-Napoli"


"Mi rivolsi a Cannavaro e Grava i quali diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa. Dall'espressione dei loro volti compresi che erano visibilmente risentiti. A quel punto decisi di non andare oltre". E' la confessione di Matteo Gianello, ex terzo portiere del Napoli, ai pm del capoluogo partenopeo. La partita in questione è Sampdoria-Napoli del maggio 2010, terminata 1-0 in favore dei blucerchiati. Paolo Cannavaro e Gianluca Grava hanno smentito la ricostruzione di Gianello e non sono indagati. A indagine chiusa, gli atti saranno trasmessi alla Procura federale.

Su Gianello i sospetti della Procura si sono concentrati già da molti mesi. L'ex terzo portiere si è difeso, affermando di essere stato "superficiale" o di aver peccato "di leggerezza" per essersi fatto "strumentalizzare" da Giusti e Cossato, suoi ex compagni del Chievo. Sotto la lente di ingrandimento è finita anche Napoli-Inter 1-1-del 15 maggio scorso.

A Radio Crc è intervenuto Vincenzo Siniscalchi, avvocato di Gianello, che ha tranquillizzato i tifosi del Napoli (dichiarazione trascritta da julienews.it):

“C’è questo interrogatorio remoto di Gianello ma non mi risulta che siano stati sentiti Cannavaro e Grava perché a me e non viene comunicato. Fin quando gli atti penali non saranno pubblici quello che so è che Gianello non è mai stato più chiamato dai pubblici ministeri, meno che mai ci sono state convocazioni, avvisi, notifiche da parte del Procuratore Federale. Non è nato un processo sportivo, anche perché il destinatario della responsabilità oggettiva sportiva non è stato chiamato così come Gianello, Grava e Cannavaro. La responsabilità oggettiva non è automatica. Un’omessa denuncia di un fatto rilevante come illecito sportivo da parte di un tesserato non è detto che provochi automaticamente la responsabilità oggettiva della società. Si discute se il colloquio ipotetico tra Gianello, Cannavaro e Grava sia consistito in una proposta di un illecito o se sia una delle chiacchiere che circolano nello spogliatoio. Quando si dovrà rispondere della responsabilità oggettiva, bisognerà capire se ci sia stato o meno l’obbligo di denunciare qualcosa. Quando gli atti verranno trasmessi alla Procura Federale di Roma ne riparleremo. Se Gianello venisse chiamato, bisognerà prima stabilire la natura delle chiacchiere da spogliatoio e se c’è stata davvero la proposta di un illecito o meno. Nel diritto sportivo non esiste la figura del tentativo proprio perché c’è la responsabilità oggettiva ma c’è una figura che deve concretizzarsi in un illecito che non viene denunciato. Se non si conosce il contenuto del colloquio tra i tre calciatori azzurri, non si può fare nessuna accusa. Se non sono stati depositati ancora gli atti del processo, onestamente non mi sento di violare il segreto delle indagini. Siamo lontani da qualsiasi forma di contestazione. Il Napoli non trema, non c’è nessuna accusa nei suoi confronti. Dire che il Napoli trema e che avrà certamente una penalizzazione mi sembra eccessivo anche perché non c’è nulla di concreto e di certo”.

Foto | © TMNews

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