Due turni di squalifica per il campo del Genoa, la squadra affidata a De Canio

E’ arrivata la decisione del giudice sportivo dopo l’incredibile protesta dei tifosi: due turni al campo del Genoa, intanto arriva De Canio sulla panchina dei grifoni.

di antonio

Due turni a porte chiuse per il Genoa in seguito alla follia degli ultras che ieri a Marassi hanno chiesto ai giocatori rossoblu di togliersi le maglie: lo ha deciso il giudice sportivo. E’ una sanzione che già sta facendo discutere gli appassionati di calcio e alcuni giornalisti perché giudicata troppo blanda. Intanto è arrivata l’ufficialità del passaggio di consegne sulla panchina del Genoa. Dopo il secondo esonero di Alberto Malesani sarà Gigi De Canio a sedersi sulla panchina dei grifoni.

— Leggi le motivazioni della squalifica —

Il nuovo tecnico rossoblù, come riferisce il sito ufficiale del club, ha atteso a Milano l’arrivo della squadra e poi diretto il primo allenamento al Centro Sportivo Giacinto Facchetti, gentilmente messo a disposizione dall’Inter. Anche il presidente Preziosi, che ha pranzato con squadra e allenatore, ha raggiunto l’impianto per seguire la ripresa dei lavori, accolto dal dt Branca, dal ds Ausilio e dal responsabile del settore giovanile, Roberto Samaden. De Canio, già sulla panchina del Genoa nella stagione 2003-2004, ha formalizzato il contratto in albergo, insieme al vice Roberto Rizzo e al collaboratore tecnico Filippo Orlando.

Nel pomeriggio di lunedì il questore di Genova Massimo Maria Mazza ha firmato i primi Daspo, tre, nei confronti di alcuni tifosi: si tratta del divieto ad assistere alle manifestazioni sportive per cinque anni, con obbligo di firma all’ora dell’evento.


Gara Soc. GENOA – Soc. SIENA
Il Giudice Sportivo
Premesso che:
dall’esame del referto arbitrale e della relazione dei collaboratori della Procura federale e dalla visione delle immagini televisive (Sky), di piena garanzia tecnica e documentale, segnalate dal Procuratore federale ex art. 35, n. 2.2 CGS con fax delle ore 10.53 odierne, i deprecabili accadimenti verificatisi nel corso della gara possono sintetizzarsi nei seguenti termini.
Verso l’8° del secondo tempo, circa trecento sostenitori (o sedicenti tali) del Genoa, dal settore “Gradinata nord” si introducevano nel settore “Distinti”, sfondando le porte di separazione, vanificando con la violenza l’intervento degli stewards, uno dei quali pativa lesioni personali giudicate guaribili in giorni 10, e dando così inizio ad una clamorosa contestazione.
Nel recinto e sul terreno di giuoco venivano lanciati innumerevoli fumogeni, bengala, petardi ed oggetti di varia natura (bottiglie piene d’acqua, accendini e così via); alcuni facinorosi si raggruppavano sopra l’ingresso che adduce negli spogliatoi ed altri si ponevano a cavalcioni delle reti di recinzione, inveendo contro i “propri” calciatori, ritenuti “rei” dell’andamento negativo della gara, e pretendendo l’umiliante consegna delle maglie indossate.
L’Arbitro interrompeva la gara, i calciatori e i dirigenti locali rimanevano raggruppati al centro del terreno di giuoco ed iniziava una sorta di trattativa generalizzata avente per oggetto la “consegna” delle maglie, che il capitano rossoblu in effetti raccoglieva da parte della quasi totalità dei calciatori.
Tale situazione, che non ha precedenti nella ultrasecolare storia del calcio italiano, si protraeva per ben 44 minuti, fino alla ripresa della gara conclusasi senza ulteriori vicissitudini.
Del comportamento violento, aggressivo ed intimidatorio dei propri sostenitori la società genoana è oggettivamente responsabile ex artt. 14 n. 1 e 17 n. 1 CGS.
Ne conseguono gli effetti sanzionatori che questo Giudice ritiene equo quantificare ex art. 18 n. 1 lettera d) nei termini indicati nel dispositivo in considerazione, da un lato, della particolare gravità di quanto accaduto e della concreta possibilità che nel corso delle residuali gare di questo Campionato da disputarsi nello Stadio genoano si ricrei un intollerabile clima di violenza e, dall’altro, dell’attività di concreta cooperazione con le forze dell’ordine svolta dai dirigenti rossoblù (ex art. 14 n. 5 in relazione all’art.13, n.1 lettere a) e b) CGS).
P.Q.M.
delibera di sanzionare la Società Genoa C.F.C. con l’obbligo di disputare le prossime due gare nel proprio Stadio a porte chiuse.

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