Lo Monaco via da Catania: il dirigente etneo duro col presidente Pulvirenti


Non si erano mai presi, nonostante il binomio Pietro Lo Monaco - Antonino Pulvirenti paresse solido e di fatto è stato (a questo punto è d'obbligo usare il passato) vincente: dopo due tentativi andati a vuoto, ci riferiamo alle dimissioni del 2008 e a quelle dell'estate scorsa del dirigente plenipotenziario del Catania Lo Monaco sempre respinte dal presidente del club Pulvirenti, questa volta la rottura è stata, è e sarà insanabile, definitiva. E in un'attesa conferenza stampa a Torre del Grifo, il 58enne di Torre Annunziata (ma siciliano d'adozione dopo le esperienze da centrocampista prima e da allenatore poi in moltissime squadre della Sicilia) pur non rivelando i motivi dell'addio irrevocabile, non ha evitato di punzecchiare il numero uno del Catania:

"Il presidente del Catania è un fenomeno. Riesce a guadagnare soldi con il Catania senza far niente. Sono sicuro che farà le cose giuste per far andare il Catania nel migliore dei modi anche senza di me. Ha detto cose che non sono vere come quella che lui mi ha fatto entrare nel calcio che conta ad Acireale quando io già lavoravo al Nord (Udinese, per esempio, come osservatore negli anni '90, ndr). E' un atteggiamento demenziale, come quella della storia della partita più importante (Lo Monaco si riferisce alle affermazioni di Pulvirenti dopo Catania-Atalanta: "Per una questione mia personale dico che quella di oggi è stata una vittoria importantissima e una delle più importanti", ndr). Certi suoi discorsi mi hanno tanto ferito. Non c’è più motivo di ricamarci sopra. Non mi sono mancate mai occasioni di andar via ma non l’ho mai fatto, rifiutando anche proposte vantaggiose".

Prima di questo affondo, Lo Monaco aveva parlato della sua decisione:

"Ho manifestato alla società il desiderio di farmi da parte. Avrei presentato le dimissioni il 30 giugno, per un motivo che non dirò mai. Rimarrò fino alla fine di questa stagione per garantire il futuro del Catania. Oggi non ho parlato con nessuna squadra, ma mi guarderò attorno. Ho già comunicato alla squadra che non sarò più amministratore delegato e direttore generale. Per sostituirmi serviranno più di una figura, almeno tre. Abbiamo creato un'azienda solida su basi chiare. Ho prodotto plusvalenze per 45 milioni di euro. Quello che chiederei è un po' di rispetto per tutto quello che abbiamo creato in questi anni. Sono convinto che il Catania sarà forte anche senza di me. Il Catania quest'anno punta all'Uefa e già ho promesso ai giocatori i premi per l'accesso in Europa e il mantenimento in classifica dell'attuale posizione".

L'ex amministratore delegato dei rossoazzurri non si esime dal rispondere alle domande dei cronisti circa il futuro del club in termini pratici:

"Stadio? Al momento mancano i presupposti, ci vorranno molti anni per giungere all'obiettivo. Mercato? Ho bloccato più di un giocatore per il Catania. I giocatori dell'attuale rosa rimarranno tranne Campagnolo, a scadenza di contratto che andrà via. Montella? Se si presenta l'occasione di un grande club potrebbe andare via, ma un anno ancora in Sicilia non può che fargli bene. Però non gli ha chiamato ancora nessuno diversamente da quanto affermato da Pulvirenti in conferenza stampa".

Per sostituire Lo Monaco, il cui avvenire è ignoto ai più, si fanno fondamentalmente due nomi: quello di Sergio Gasparin, ex Vicenza, Udinese e Sampdoria, e di Stefano Capozucca, attualmente dirigente del Genoa. Da segnalare che l'altro club siciliano di Serie A, cioè il Palermo, ha praticamente chiuso con Giorgio Perinetti: che Lo Monaco vada a Siena?

Foto | © TMNews

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