Roma - Napoli 2-2: il pareggio scontenta sia Luis Enrique che Mazzarri

edinson cavani, walter mazzarri

L'attesa sfida tra Roma e Napoli finisce in parità, un risultato che alla luce della classifica scontenta entrambe le squadre: i giallorossi avevano disperatamente bisogno dei tre punti per continuare ad alimentare le già flebili speranze di raggiungere il terzo posto, per i partenopei c'era in palio il sorpasso alla Lazio che attualmente occupa l'ultimo posto disponibili per la Champions League. La delusione si legge nelle parole dei due tecnici che, per motivi diversi, hanno di che preoccuparsi per le prossime giornate. Nel frattempo la lotta per l'ultimo posto al sole disponibile resta apertissima, in attesa dell'altro "spareggio" tra Udinese e Lazio che si giocherà domani sera.

Il Napoli è forse la squadra che è andata più vicina alla meta stasera. Gli azzurri hanno concluso il primo tempo in svantaggio pur non avendo demeritato, nella ripresa però i campani hanno ribaltato il parziale con due grandi gol di Zuniga e Cavani. Sembrava tutto fatto ma il pareggio di Simplicio ha spento tutti gli entusiasmi, per Mazzarri è un problema di maturità, il tecnico comunque crede che la sua squadra avrebbe meritato la vittoria:

"Non è un pareggio giusto. Nel primo tempo pur avendo sofferto abbiamo creato diverse palle gol con Zuniga e Maggio. Nella ripresa abbiamo giocato meglio, andando vicini al terzo gol più volte sprecando troppo. Dovevamo chiudere la partita per evitare che un episodio, come quello di oggi, rovini una gara. Non si possono sprecare tante occasioni fuori casa contro la Roma, perché poi un episodio ti può sempre punire. Quest'anno stiamo sbagliando troppo sotto questo punto di vista e abbiamo lasciato troppi punti per strada. Dobbiamo maturare parecchio. Terzo posto? Se avessimo vinto sarebbe stato più facile centrare l'obiettivo, cerchiamo di fare il massimo e vincere più partite possibile senza fare tabelle e sono fiducioso sulla possibilità di chiudere bene la stagione".

Il livornese ha poi spiegato la sostituzione di Cavani, prima di valutare la prestazione di Zuniga:

"Cavani era un po' stanco e Lavezzi poteva darci qualcosa in contropiede con la sua velocità. Pensavo che il Pocho stesse meglio, invece è ancora lontano dalla condizione, ma voglio recuperarlo perché può esserci molto utile. Zuniga nel primo tempo ha giocato male, soffrendo Rosi in un modo che non mi aspettavo. Nella ripresa ha cambiato marcia come tutta la squadra trovando anche il gol. Nel finale doveva stare più attendo in marcatura, ma sono episodi che possono capitare, anche perché hanno sbagliato di più quelli che non dovevano far passare il cross".



Sicuramente diverso l'umore di Luis Enrique, più che deluso l'asturiano sembra ormai rassegnato, sa che questa stagione, il famoso progetto, ormai è da ripensare mentre, nel frattempo, si cerca di prendere quello che di buono hanno ancora da offrire queste ultime partite. Lo spagnolo individua nella psicologia il maggior limite della sua squadra in questo particolare momento:

"È sempre difficile sapere se ci siano meriti o demeriti. Nel primo tempo siamo stati brillanti, mentre nella ripresa sapevamo che il Napoli sarebbe cresciuto nel pressing e ci avrebbe messo in difficoltà. Credo che sia stato sopratutto merito degli avversari, anche se poi siamo riusciti a sistemarci e a fare una buona gara. È difficile giocare in queste condizioni perché abbiamo fatto partite non all'altezza di questa squadra, non per mancanza di volontà, ma perché nel calcio succede. Oggi c'è stato un po' di blocco dovuto anche alla mancanza di serenità che si respira nell'ambiente. Oggi però si è vista la mentalità di una squadra vera che vuole fare tutte e due le fasi assieme da vera squadra. Il pari è stato il risultato più giusto, ma avrei preferito una vittoria per il morale dei miei giocatori".

L'ex blaugrana appare ancora meno sicuro quando l'argomento è il suo futuro, preferisce vivere alla giornata, pensare alla prossima partita con il Chievo, piuttosto che immaginare dove sarà fra qualche mese: "Il futuro? Non c'è una posizione definitiva, il futuro della Roma è la prossima gara a Verona. Fino a fine stagione sarò l'allenatore della Roma, poi parlerò con la società, faremo il punto della situazione e cercheremo di capire cosa fare. Aspetterò tranquillamente la fine della stagione". Per fortuna a fine partita interviene in sua difesa Franco Baldini che stasera ha dovuto rispondere anche ai tifosi in tribuna che gli chiedevano un cambio di rotta, si legga l'allontanamento del tecnico:

"Luis Enrique è il nostro allenatore. La squadra ha fatto forse il più bel primo tempo della stagione, le occasioni ci sono state e sono state mancate, l'ambiente poi ti mette pressione e la squadra ha avuto paura di vincere e si è tirata indietro, dando modo al Napoli di venire fuori. Ma il modo in cui ha reagito, cercando il pareggio e ottenendolo, teniamolo in conto. Luis ha un'idea di gioco, merita di avere questa squadra e un'altra stagione per poter dimostrare il suo valore di uomo e di allenatore, crediamo fortemente in lui. Sapeva di dover passare situazioni difficili, è molto provato, è alla prima esperienza in una squadra così importante, ma abbiamo rimandato a fine campionato analisi e soluzioni di tutti i problemi".

Roma e Napoli si dividono la posta in palio e domani passeranno la giornata a vedere cosa faranno le altre contendenti al gradino più basso del podio. L'attenzione è tutta verso la gara del Friuli dove domani sera si affronteranno Udinese e Lazio, poi c'è l'Inter che con il Cesena potrebbe provare ad approfittarne. Per ora ci sono cinque squadre in quattro punti e, pensando anche alle passate stagioni, il discorso Champions è più che mai aperto, smettere di crederci sarebbe l'errore più grande.

Foto | © TMNews

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