Conte: “Il gol di Muntari? Problemi loro, avevano 7 punti di vantaggio…”

Antonio Conte, alla vigilia della sfida contro il Lecce, ricorda ad Allegri il considerevole vantaggio sciupato dal Milan.

di antonio


La Juventus si trova di fronte al terzultimo ostacolo prima del traguardo finale, un Lecce che ha un disperato bisogno di punti per evitare la retrocessione. Antonio Conte ha risposto alle domande dei giornalisti presenti a Vinovo durante la consueta conferenza stampa alla vigilia della partita. Gli argomenti all’ordine del giorno erano tanti, ma anche in questa occasione, come capita sempre da molte settimane, una citazione a parte l’ha meritata l’ormai famigerato gol di Muntari. Su un eventuale rinnovo contrattuale per Del Piero, Conte ha preferito glissare: “Alex è un giocatore straordinario sotto tutti i punti di vista. Pensiamo però al presente che è più importante del resto“. Per Borriello il discorso è lo stesso:

“Rispondo come per Del Piero, pensiamo al presente. Anche perché se dovessimo vincere penso che questo sia uno scudetto paragonabile a quello del Verona. Non dimentichiamoci da dove arriviamo, cerchiamo di fare qualcosa di “super” straordinario come fece la squadra di Bagnoli (nel 1984-85 ndr). Non perdiamo di vista l’obiettivo che era insperato ad inizio campionato. Tutte le altre cose sono secondarie, le affronteremo nel momento giusto”.

Il Lecce soffiò uno scudetto alla Roma negli anni ’80. Conte non si fida per nulla: “In quella partita il Lecce era già retrocesso e mancava solo una partita. Come vedete c’è la storia a farci tenere le antenne dritte perché nessuna partita è scontata“. E infine la risposta ad Allegri che parla ancora del gol di Muntari:

“Problemi di Allegri se ne parla ancora. Parlerò delle differenze tra Juve e Milan a fine campionato, tirando fuori qualche chicca. Una chicchetta posso darvela ora: dopo il confronto diretto siamo arrivati a giocarci le partite a meno sette dal Milan, non ci siamo messi a frenare la corsa dei rossoneri. Avevano sette punti di vantaggio, sono loro che si sono fermati”.

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