Italia, Prandelli spiega le sue scelte: “Premiato il merito”

Prima conferenza stampa per il commissario tecnico azzurro nel giorno del raduno a Coverciano, Prandelli spiega le sue scelte e illustra gli obbiettivi della sua nazionale.


Ieri sera il ct dell’Italia ha reso noti i nomi dei 32 prescelti per il prossimo Europeo, in realtà la lista deve ancora essere sfoltita dal momento che potranno staccare il biglietto per Polonia e Ucraina solo in 23. Non sono mancate le sorprese e, come sempre accade in un paese composto da 60 milioni di commissari tecnici, le critiche per alcune scelte. Cesare Prandelli ha tenuto oggi a Coverciano la prima conferenza stampa di quest’avventura che tutti speriamo essere più fortunata dell’ultima in Sudafrica, ha risposto pazientemente alle domande di tutti provando a spiegare i motivi che lo hanno portato alle sue decisioni.

Il primo reparto ad essere sottoposto ad un’attenta analisi è quello offensivo, è composto da sei attaccanti, ma a far parlare sono anche i nomi che nella lista non sono compresi come quelli di Osvaldo e Matri. C’è invece Balotelli, per lui è stato chiuso un occhio rispetto a famoso “codice etico”, e pare proprio che il ct speri tanto nelle sue giocate. E’ tornato Totò Di Natale, ci sono i due giovani Destro e Borini così come le conferme per Cassano e Giovinco:

“”I sei portati qua sono un numero più che sufficiente per come vogliamo giocare. Deciderò in seguito se rimarranno tutti o scenderanno a 5. Abbiamo visionato le loro prestazioni ed i convocati rientrano in coloro che possono esprimersi al 100%. Gli esclusi si sentiranno vittima di qualche torto, è normale, ma la mia è esclusivamente una scelta tecnica. Ricordo che nella prima conferenza stampa parlai di scelte meritocratiche. Sfido chiunque a dire che Di Natale e Giovinco non dovrebbero essere qui. Destro? È un giovane attaccante moderno, non una classica punta centrale che dà riferimenti”.

Un capitolo a parte lo meritano Cassano, protagonista in queste ultime settimane al Milane, e Mario Balotelli, fresco campione d’Inghilterra con il suo Manchester City anche se reduce da un periodo non felicissimo:

“Antonio ha giocato nell’ultimo mese, sta bene ed è pieno di entusiasmo. Mi aspetto che lo mantenga, ha fatto capire quanto ama questa maglia ed il messaggio è fondamentale. L’amore per la maglia azzurra deve essere in cima ad ogni cosa. Preferisco un giocatore così ad uno al 100% fisicamente senza questo sentimento. Balotelli ultimamente è stato poco impiegato, ma ha vinto un titolo in modo meritato, a proposito, complimenti a Mancini. È un talento che vogliamo aiutare ad esplodere, speriamo possa farlo durante questi Europei. L’ambiente lo aiuterà a pensare soltanto alla Nazionale, sono convinto di trovare un ragazzo determinato a mostrare le grandi qualità in suo possesso”.


Ancora non è chiaro con che modulo Prandelli pensa di far giocare la sua squadra, nelle ultime settimane si era anche ipotizzata un’Italia che ricalcasse la disposizione tattica della Juventus. Ci sono però dei punti fermi, uno di questi è la difesa a quattro, il secondo è quello dell’imprevedibilità, in tal senso trova giustificazione l’assenza di attaccanti vecchio stile, il terzo è Andrea Pirlo e non potrebbe essere altrimenti. A prescindere dallo schema però non cambia l’obbiettivo, quello di far bene mostrando anche un bel calcio, puntare al massimo e soltanto a fine Europeo fare un bilancio:

“Ogni allenatore ai nastri di partenza di una competizione pensa di poter arrivare fino in fondo e vincere – dice Prandelli -. Poi magari, strada facendo capisci di aver mirato troppo in alto. Porre obiettivi minimi però non è nel mio carattere. L’idea è vincere. Vogliamo arrivare preparati, giocare in maniera fluida e mettere in campo queste caratteristiche. Tentando di unire bel gioco e risultati. Negli ultimi 8 mesi abbiamo fatto soltanto 2 partite, il nostro lavoro è ricominciare sempre dall’inizio. Dobbiamo aver fiducia nelle nuove generazioni, partire con entusiasmo ed ottimismo. Io la penso così”.

C’è spazio anche per quelle che sono le novità meno attese, su tutti Marco Verratti del Pescara, ma anche Emanuele Giaccherini, preferito al compagno di squadra Simone Pepe, e Alessandro Diamanti, autore di un’ottima stagione nel sorprendente Bologna di Pioli:

“Verratti è qui per tre motivi: ha qualità, voglio far capire che qualsiasi giocatore, anche di B, può essere chiamato, ed è la dimostrazione del nostro progetto tecnico. Giaccherini è un giocatore in grado di ricoprire tre ruoli. Pepe è altrettanto importante per le sorti di una squadra, soprattutto se deve andare sul fondo. Ma il nostro modo di giocare è differente, ed ho scelto diversamente. Diamanti a Bologna con Pioli ha mostrato continuità, duttilità tattica e presenza nella prestazione. È un attaccante aggiunto, un centrocampista, un interno. Merita di star qui”.

Prandelli si prende una piccola rivincita personale rispetto alla sua scelta di dare fiducia al blocco juventino e spera di non dover rinunciare a Giorgio Chiellini, uscito malconcio dall’ultima partita di campionato: “Inizialmente mi hanno criticato perché chiamavo troppi giocatori bianconeri, poi credo le scelte mi abbiano dato ragione. Del resto è una società decisa a puntare su un gruppo nutrito di calciatori italiani. Non credo adesso siano appagati, anzi. Hanno alle spalle un lavoro importante. Chiellini? Conoscendolo cercherà di recuperare in ogni modo”. E riguardo al difensore centrale hanno dato conferme della sua determinazione anche i medici azzurri che lo hanno incontrato stamattina, in ogni caso bisognerà attendere gli esami a cui sarà sottoposto domani.

Infine il ct cerca di mettere fine ad ogni speculazione a proposito del suo futuro, il suo contratto scade nel 2014 e intende rispettarlo e sull’argomento interviene direttamente Giancarlo Abete che assicura a Prandelli una fiducia incondizionata che non sarà messa in discussione dai risultati degli Azzurri all’Europeo:

“Se possibile siamo ancora più convinti della nostra scelta adesso rispetto all’inizio. Per la Federazione gli esiti dell’Europeo non influenzeranno il rapporto futuro sotto alcun punto di vista. Non ci saranno variabili legate all’andamento dell’Europeo stesso che ci faranno cambiare idea”.

Alla vigilia del torneo continentale l’atmosfera che si respira a Coverciano sembra essere positiva, non manca l’ottimismo e l’Italia giovane di Prandelli sembra piacere anche ai tifosi, tutto questo all’indomani dell’addio di campioni come Del Piero, Inzaghi, Gattuso, Zambrotta, Nesta, tutti esponenti di quella generazione di fenomeni capace di arrivare nel 2006 sul tetto del mondo.

Foto | © TMNews

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