Rai avresti dovuto fermati col calcio


Dopo gli eventi di Catania che hanno portato alla tragica morte dell'agente Filippo Raciti si sono spese le solite parole già dette e c'è stata, per la seconda volta nella storia del calcio italiano, la sospensione del campionato come risposta ad episodi di violenza.
Come altre volte si è generalizzato e come altre volte ci sono state le solite provocazioni di chi ritiene che la soluzione al problema sia quella di chiudere gli stadi.
Quello che però ci è toccato vedere sabato mattina su lle reti Rai merita di essere sottolineato perchè ha dell'incredibile.
Alle nove e venti del mattino , infatti, sulla seconda rete è stato allestito il solito salottino in cui si parla dell'attualità e a fare la morale sulla violenza negli stadi c'era il giornalista Rai Amedeo Goria.
Goria spiegava a tutti, con le solite frasi di circostanza, come fosse socialmente sbagliato azzuffarsi negli stadi e quanta violenza ci fosse nel mondo del calcio.
La scelta di Amedeo Goria come moralizzatore è a dir poco opinabile.
Il moralizzatore occasionale è infatti la stessa persona che qualche mese fa è stato nell'occhio del ciclone perchè colto in flagrante dalle Iene mentre tentava di portarsi a letto una ventenne promettendole di aiutarla a far carriera.
Ma siccome non ci sono mai limiti al peggio ecco che sulla prima rete rai, in contemporanea, a spendere qualche parola sulla vicenda c'era niente di meno che Luciano Moggi.
Moggi in realtà era in tv per altri motivi.
La sua presenza era stata programmata da tempo e stava la per esibirsi nella solita arringa difensiva che ormai ripete da quasi otto mesi, tentando ancora di sfruttare le sue forze mediatiche per comparire in tv, e rispondere alle solite domande con le solite risposte (ora mancano solo un paio di apparizioni al "Grande Fratello").
Già che era là, il giornalista gli ha fatto delle domande sulle vicende di Catania e così anche lui ha potuto impartire la sua lezione alla Lega e alla Federazione su come comportarsi in questi casi.
Sarebbe il caso che la Rai scelga in maniera più oculata chi far parlare in situazioni così difficili, dando magari voce a chi ha davvero qualcosa da insegnare.

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