Un maremoto in un secondo

Un bambino, tutto incensato dei colori rossi e blu, ogni giorno guardava la sua tessera d’abbonamento per la stagione 06/07 del Catania Calcio; lui andava nei distinti, a vedere la Serie A col papà, a vedere il suo Catania, anche se in realtà aveva sempre tifato Inter: per chi avrebbe tifato quando si sarebbero affrontate? I suoi due amori non li vedrà giocare contro, la sua tessera s’impolvererà.

Lo Monaco, Marino, Pulvirenti: quanta passione per trasformare una società di calcio di Serie C, in una realtà italiana da esportare, perché no, in Europa. Non molleranno, ma quel sogno è andato in frantumi.

Ricchiuti voleva farsi fare una foto insieme a Del Piero per mandarla alla mamma: all’andata non ci era riuscito, chissà quando potrà riuscirci ora.

Una piccola città italiana, piena di storia e di arte, era pronta e fibrillante per assistere dal vivo a una partita dei campioni del mondo: Siena dovrà rimandare questa festa, il Franchi il 7 febbraio resterà chiuso.

Filippo, poliziotto di Acireale, amava il suo lavoro, sua moglie, i suoi figli, i suoi colleghi: Filippo, domani, verrà portato a spalla, chiuso in una bara.

C’era una volta il calcio italiano: ce lo facevamo piacere ma, che stolti, solo oggi ci siamo resi conto di quanto faceva schifo.

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