Edy Reja ufficializza il suo addio alla Lazio: “Sono già a Gorizia, a Roma ambiente negativo”

Finisce l’avventura del tecnico goriziano sulla panchina biancoceleste, la notizia era nell’aria da molto tempo. Ora parte la caccia al suo successore, Di Matteo favorito.


Non è bastato un quarto posto a portare il sereno in casa Lazio, dopo due anni di non sempre pacifica convivenza finisce l’avventura di Edy Reja sulla panchina biancoceleste. Ad ufficializzare la notizia, che comunque era nell’aria già da molto tempo, lo stesso allenatore intervistato da cittaceleste.it. Alla base di questa separazione un rapporto d’amore mai sbocciato sul serio, i rapporti sempre difficili con società e tifosi che già a febbraio avevano portato alle sue inattese dimissioni alla vigilia della trasferta di Europa League contro l’Atletico Madrid. In quell’occasione si riuscì a trovare una mediazione e così il goriziano è riuscito a condurre, seppur con qualche difficoltà, la squadra fino alla fine del campionato.

Adesso però la sua scelta è definitiva, non ci saranno ripensamenti come da lui stesso comunicato, anche se il tecnico precisa che Claudio Lotito aveva cercato di convincerlo a rimanere. Reja spiega anche i motivi che lo hanno portato a questa decisione:

“La situazione qual è? Che sono già a Gorizia, quindi questo lascia intendere il tutto. Finisce qui la mia avventura alla Lazio. Il presidente Lotito mi ha dato supporto e mi ha chiesto di rimanere. Anche dopo il mio rifiuto, mi ha invitato a ripensarci, e a prendermi una settimana per riflettere. Io la mia decisione però l’ho presa. Sembra che non abbiamo fatto nulla in questi due anni, in cui siamo arrivati per due volte in Europa League. Certo, se quest’anno avessimo centrato l’obiettivo Champions, le considerazioni sarebbero state diverse. Siamo andati incontro a diversi infortuni, che hanno reso la stagione difficile. Inoltre la campagna di rafforzamento, a gennaio, è andata male. Dopo il calciomercato mi sono ritrovato senza 4-5-6 titolari per colpa di estenuanti trattative, troppo lunghe, che alla fine non si sono concluse”.

Poi l’allenatore rincara la dose parlando delle difficoltà ambientali che esistono a Roma, difficoltà che a quanto pare rendono difficile lavorare con serenità durante la settimana. Si esprime anche a proposito del suo successore specificando però di non conoscere il nome di chi siederà sulla sua panchina nella prossima stagione:

“Questo di Roma è un ambiente negativo, da tutte e due le parti. Reja, Lotito, giocatori, è stata una critica continua. Qualcuno mi ha anche dato del vigliacco perché ho ripensato alle mie dimissioni prima della gara contro l’Atletico Madrid. I ragazzi mi hanno chiesto di rimanere vicino alla squadra, ed allora sono rimasto. Fa male pensare che un quarto posto sembra che non valga nulla. Successore? Non so chi verrà dopo di me”.

A questo punto parte ufficialmente la caccia al prossimo allenatore della Lazio, non che di nomi non ne siano stati fatti in queste ultime settimane. Secondo le indiscrezioni circolate fino a questo momento il favorito dovrebbe essere l’ex giocatore biancoceleste Roberto Di Matteo, l’italiano sta facendo benissimo sulla panchina del Chelsea, dopo essere subentrato a Villas Boas, nonostante ciò Abramovich gli ha già dato il benservito e quindi si ritroverà libero dopo la finale di Champions League. Gli altri nomi dei papabili sono di altri due italiani che tanto bene hanno fatto in Inghilterra, uno è quello di Gianfranco Zola, tirato in ballo già a febbraio in occasione delle dimissioni poi rientrate di Reja, l’altro, più affascinante ma meno probabile, è l’idolo della curva Paolo Di Canio, fresco di promozione con il suo Swindon Town.

I nodi si scioglieranno nelle prossime settimane, soprattutto se il Napoli vincendo la Coppa Italia costringerà il capitolini ad aprire in anticipo la prossima stagione.

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