Italia, vista sull'Europeo: Prandelli non si sbilancia ma è ottimista


Archiviata la stagione italiana e non solo (in Europa a parte la finale di Coppa del Re in Spagna tutto è già materia degli almanacchi), il mondo del calcio è ora proiettato sugli Europei che si disputeranno in Polonia ed Ucraina: il prossimo 10 giugno a Danzica l'Italia di Cesare Prandelli debutterà contro la Spagna campione in carica, subito un test probante per capire quante possibilità avranno gli azzurri di essere protagonisti nella competizione continentale. Difficile prevedere ad oggi il ruolo che riusciranno a ritagliarsi i nostri calciatori nella manifestazione, di sicuro il condottiero della truppa è ben motivato a fare bene e già da oggi ha diretto con lena e concentrazione l'allenamento a Coverciano con un gruppo di 32 elementi, a cui se ne "scarteranno" 9 ("Ho in testa i 23, ma sono pronto in questi giorni a rivedere le mie idee"), anche se in realtà mancavano i giocatori di Juve, Napoli, Psg, Torino e Pescara. Si può dire che è stato il primo giorno di scuola prima della spedizione continentale, ovvio quindi che il commissario tecnico si sia concesso ai giornalisti in una lunga conferenza stampa:

"Vogliamo creare un clima di grande entusiasmo. Strutturalmente non partiamo per vincere l'Europeo, ma noi italiani sappiamo sempre sorprendere. Cercheremo di lavorare sulla qualità del gioco per valorizzare i nostri attaccanti, è importante che tutti abbiano voglia di fare bene: sarà importante mettersi a disposizione della squadra ed essere generosi, è il modo migliore per affrontare questa spedizione con grande attenzione".

Fari puntati sull'attacco azzurro, su coloro che dovranno trascinarsi a suon di assist e di gol:

"La qualità del gioco servirà a valorizzare i nostri attaccanti. Finalmente ci sono sia Cassano che Balotelli? Vero, magari però giocheranno altri (ride ndr.). Con Mario ho già parlato tante volte, sa che questa è un'occasione straordinaria per lui come per noi, può far parlare di sé solo sul campo. La differenza, anche quando c'è organizzazione, è sempre nelle qualità. Dalle giocate delle punte, a quelle di Pirlo, passando per le parate di Buffon, è chiaro che ogni gesto tecnico può decidere una gara. Cassano? Antonio continua a ripetermi di voler essere assolutamente nei 23, non è sicuro del posto. Il fatto che si senta sotto esame per me è una cosa nuova e bella. Sa di voler vivere al 100% la sua professione e sta curando meglio la propria preparazione fisica rispetto a qualche tempo fa. Insigne? Ho pensato di chiamarlo, poi ho preferito puntare su chi ha conosciuto meglio la Serie A".

Chiaro che tema i prossimi avversari, la già citata Spagna ("Non avranno Puyol e sarà un'assenza importante per carattere e carisma: ma non sono più deboli di due anni fa. Nelle grandi competizioni difficilmente sbagliano, sono ancora giovani e molto forti. Continueranno ad avere la propria filosofia di gioco per arrivare al risultato"), ma nella faretra Prandelli ha diverse frecce da far scoccare dal suo arco. Una di queste si chiama Andrea Pirlo:

"Pirlo è un fuoriclasse, un campione. Anche lui però sa che il puntare esclusivamente sulle sue giocate ci renderebbe prevedibili. Anche gli altri compagni di reparto devono essere protagonisti. La Juventus giocava sempre nella metà campo avversaria, così Andrea era immarcabile. Il nostro Europeo sarà probabilmente diverso, verranno a pressarlo, questo la sappiamo già".

Indignato per lo scandalo del calcioscommesse e per i fischi all'Inno di Mameli prima della finale di Coppa Italia, il tecnico bergamasco riesce però a spendere parole d'elogio quando gli si fanno le domande giuste. Le parole più care le spende per Zeman e Del Piero:

"Se dovessi pagare il biglietto per vedere una partita lo farei per una sua squadra. Come tutti gli allenatori anche per lui diventa comunque indispensabile trovare i calciatori con le giuste caratteristiche per il proprio modo di intendere il calcio. Del Piero? Gli aggettivi sono finiti, Del Piero è un campione dal punto di vista tecnico e comportamentale: corretto e mai protagonista di alcuna polemica. E' il testimonial di un calcio giocato con grande rispetto. Non conosco il suo futuro, ma ovunque vada rappresenterà l'Italia nel mondo".

Gli Europei sono già cominciati.

Foto | © TMNews

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