E' morto il Signor 13


Si chiamava Massimo Della Pergola e per cinquant'anni è stato l'uomo dei sogni.

La notizia non è freschissima e il funerale si è già consumato, fortunatamente assai dopo che i tempi moderni hanno iniziato a intonare il requiem per la sua creatura: la Schedina.

Alzi la mano chi, tra coloro i quali non sono teenager oggi, non ci ha sperato almeno per un attimo nel colpo grosso, nel 13 che ti cambia la vita; chi almeno una volta non ha puntato sul colpaccio dell'Atalanta, o sull'impresa dell'Avellino?

E' stato difficile, praticamente impossibile per molte generazioni di italiani, dal dopoguerra sino agli anni novanta, sottrarsi al rito della schedina, amato e al contempo odiato fogliettino dei miracoli.

Ma i tempi moderni hanno messo la schedina e con lei tutto il Totocalcio in un angolo, schiacciato dalle ingombranti presenze delle mode di importazione del Superenalotto, dei vari Bingo, delle scommesse su tutto e tutti, per non dire dei Gratta&Vinci, che non richiedono nemmeno un minimo di impegno, o di sapienza per consumare l'ebbrezza del rischio.

La schedina se ne sta andando, il suo inventore non c'è più e noi italiani, che ancora non abbiamo capito se siamo economicamente messi meglio o peggio di prima, di sicuro siamo più poveri di inventiva, esattamente come il nostro Calcio.

Povero di idee, povero si spettatori e povero di finanze, senza più nemmeno quel mirabile strumento di autofinanziamento che era il Totocalcio a salvare la baracca.

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