Buffon ammette: "Ogni tanto si fanno calcoli e si pareggia" e impazzano le polemiche


Gianluigi Buffon non ha peli sulla lingua e spesso le sue dichiarazioni esternate in totale sincerità hanno scatenato polemiche: è il caso di quando ammise che sul gol-non gol di Muntari nel famigerato Milan - Juve di qualche mese fa seppure avesse visto la palla oltrepassare la linea non avrebbe avvertito l'arbitro, è il caso di ieri quando il portierone della Nazionale, interpellato a Coverciano sul caso calcioscommesse e sul presunto coinvolgimento di Antonio Conte, se n'è uscito con una frase di sicuro poco conformista:

"Chi conosce e vive il calcio, nella propria testa può avere già un'idea di cosa sia accaduto o di cosa accade in queste situazioni, nulla di negativo che possa far pensare alla malavita o a qualcosa del genere. Alcune volte si pensa... E in alcuni casi si dice che sono meglio due feriti che un morto. Le squadre le partite se la giocano e sarà sempre così, ma ogni tanto qualche conto bisogna anche farlo".

Lecito immaginare che qualcuno abbia francobollato queste parole come irresponsabili e per niente in linea col pensiero comune degli addetti ai lavori. Oggi hanno commentato le parole del numero uno azzurro vari personaggi, tra cui il presidente dell'Aic Damiano Tommasi:

"Lo sappiamo, Gigi cerca di spiegare il suo pensiero senza peli sulla lingua. Soprattutto in questo periodo, dove non ci sono partite, le parole che non riguardano il campo, fanno rumore. Credo che le sue intenzioni fossero quelle di spiegare ciò che è sotto gli occhi di tutti. Una competizione di lunga durata vive anche sul pareggio di una singola partita. Detto questo, accomunare le parole di Gigi a quello che si sta evidenziando legato alle scommesse è forse una forzatura. Anche in occasione del 'gol-non gol' di Muntari, Buffon si è lasciato andare ad una considerazione personale. Che è diventata dichiarazione di Buffon, capitano della Nazionale e vicepresidente Aic, personaggio di riferimento per tanti calciatori".

In qualche modo Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, concorda:

"Dalle parole di Buffon emerge chiaramente che una cosa è la necessità di vincere o pareggiare, altro è l'accordo, che non è accettabile. Le sue parole testimoniano la trasparenza su temi anche scottanti che Buffon ha sempre adottato. È chiaro che l'impegno della singola partita è diverso dall'impegno per raggiungere un obiettivo prefissato a inizio stagione, penso ad esempio a una semifinale di Champions League in cui hai vinto all'andata e ti può andare bene anche un pari al ritorno. Questo è molto diverso da un accordo sottoscritto o che preveda addirittura dazione di denaro".

Anche Alessandro Diamanti viene in soccorso del compagno di Nazionale:

"Premesso che non penso che uno che scende in campo la domenica possa dare meno rispetto a quella precedente, comunque non vedo nulla di male in quello che ha detto Buffon, non c'entra nulla con le scommesse. Piuttosto credo che chi ha sbagliato nella vicenda scommesse debba pagare davvero, fosse per me li manderei a casa".

Foto | © TMNews

  • shares
  • Mail