Ancora guai per Ljajic: non canta l'inno della Serbia, il ct Mihajlovic lo caccia dalla Nazionale


Non c'è pace per Adem Ljajic, centrocampista offensivo della Fiorentina e della Serbia: in meno di un mese questo ragazzo potrebbe aver perso sia la squadra viola che un posto in Nazionale, per altro allenata da pochi giorni da un suo estimatore ed ex tecnico a Firenze Sinisa Mihajlovic. Dopo il botta e risposta con Delio Rossi (la botta l'ha presa Ljajic) che potrebbe costargli la riconferma nel club toscano, l'ultima bega riguarda l'inno della Serbia che avrebbe dovuto cantare in occasione dell'amichevole persa dalla Nazionale balcanica contro la Spagna sabato scorso. Schierato titolare da Mihajlovic (poi sostituito al 76° dopo una prestazione opaca), a fine gara il neo ct avrebbe chiesto i motivi per cui prima della partita non avrebbe cantato l'inno nazionale.

La Federcalcio serba ha fatto chiarezza sull'accaduto tramite un comunicato: "Le porte della nazionale non sono chiuse per sempre per Ljajic, ma il giocatore deve informare il tecnico di avere cambiato la sua posizione per poter essere chiamato di nuovo. Il giocatore ha spiegato al tecnico che per motivi personali non canterà l'inno serbo nemmeno in futuro e Mihajlovic gli ha detto di andare a casa. La Federcalcio serba esprime pieno supporto al nuovo ct". Adem Ljajic è nato in una cittadina (Novi Pazar) di poco più di 50mila abitanti nel Sangiaccato, a confine col Kosovo, e lui è stesso fa parte di un particolare gruppo etnico, quello dei bosgnacchi, discendenti delle popolazioni slave convertitesi all'Islam durante il periodo Ottomano della Bosnia.

Dunque è musulmano, e ben nota è la storia che ci racconta di pulizie etniche efferatissime durante la Guerra in Jugoslavia in cui il gruppo paramilitare delle Tigri di Arkan imperversò per anni uccidendo migliaia di musulmani. Dalla pagina di wikipedia in cui è tratteggiato il profilo di Arkan si legge con tanto di riferimenti web: "Fece molta polemica, in Italia, l'esposizione dello striscione «onore alla tigre Arkan» da parte di alcuni gruppi della Curva Nord della Lazio. Secondo alcuni tale striscione fu commissionato da Siniša Mihajlović, amico[8] della "Tigre".[9]". Così si potrebbe spiegare il rifiuto polemico di Ljajic che, almeno a memoria, non si era mai rifiutato di cantare l'inno in Nazionale (10 presenze in Under 21 e 5 con la Serbia).

Foto | © TMNews

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